E’ morto nella notte a Roma Gino
Giugni. Nato a Genova il primo agosto del 1927, nel 1969 venne messo a capo
della Commissione Nazionale per lo Statuto dei Lavoratori ed ebbe l’incarico di
scriverne il testo. L’impulso alla nascita dello Statuto fu dato da Giacomo
Brodolini, sindacalista di area Psi, ministro del Lavoro che legò il suo nome
sia alla riforma della previdenza sociale che all’abolizione delle gabbie
salariali. Fu proprio lui a chiedere l’istituzione di una commissione nazionale
e a chiamarne alla presidenza, appunto, Giugni.
Nel 1983 Giugni venne eletto
senatore nelle liste del Psi e divenne in seguito, presidente della commissione
per il lavoro e la sicurezza sociale e membro della Commissione Parlamentare
Inquirente sulla P2. L’83 fu anche l'anno dell'attentato delle Brigate Rosse:
il 3 maggio stava camminando a Roma quando venne “gambizzato” da una donna.
Nelle elezioni politiche del 1987 fu rieletto senatore e fu riconfermato
presidente della Commissione per il lavoro e la sicurezza sociale. Dal 1993 al
1994 fu presidente del Psi e nello stesso arco di tempo divenne ministro del
Lavoro del governo Ciampi.