La riduzione dell’Irap “è nel
programma di governo, la si può fare in maniera progressiva nell’arco dei
prossimi 3-4 anni”. Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta,
sottolineando che si tratta di “una cattiva tassa, un cattivo balzello” che “ha
un gettito di 35-40 miliardi e quindi è una tassa pesante”. Per Brunetta “si
può procedere di anno in anno con la sua limatura” e cominciare “appena le
condizioni dell’economia lo permetteranno: penso dall’anno prossimo”.
“L’Irap - ha aggiunto - è una
brutta tassa che incide soprattutto sull'occupazione e le piccole imprese. Il
taglio era nel nostro programma, penso che questo sia un tema da affrontare,
tra l’altro il ministro Calderoli ha trovato anche alcune tecnicalitá per
farlo. Ed è giusto che sia così. Il ministro Tremonti è giustamente preoccupato
che questo aggravi i conti pubblici perché se si aggravano l’Italia rischia di
essere meno credibile sui mercati internazionali e quindi farà più difficoltá a
collocare i titoli del debito pubblico. Questo è il dibattito oggettivo: non è
tra rigoristi e non rigoristi perché siamo tutti rigoristi, ma tra come
percorrere questo stretto sentiero del rigore da un alto e del rilancio
dall’altro”. E’ “come passare dagli antibiotici alle vitamine - ha aggiunto -
senza peggiorare i conti pubblici”.
Il ministro della Pubblica
Amministrazione ha anche fatto un accenno alle risorse per il sostegno alle
imprese, che possono arrivare “utilizzando il bilancio pubblico anche facendo
dei tagli”. Abbiamo “800-900 miliardi l’anno di spesa corrente e quindi c’è
ancora grasso da tagliare - ha continuato - per destinarli al sistema delle
imprese”.
Sul tema Irap si è espresso
anche detto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, il
quale ha sottolineato che l’annuncio non è stato fatto direttamente dal premier
“ma letto da Letta”. “Se lo sento dire da Berlusconi - ha aggiunto - non posso
far altro che dire che sta nel nostro programma elettorale e che lo abbiamo
votato nel testo del federalismo fiscale. Non vedo motivo del contendere tranne
il fatto di farlo diventare una notizia come se da domani dovessimo abrogare
l’Irap”.
Calderoli ha ribadito che è
convinzione del Governo che la tassa vada abrogata e che “lo si farà
all’interno di una riforma, con i risparmi che verranno dal federalismo
fiscale”.
“Un partito della spesa - ha aggiunto - non è neppure ipotizzabile e alla fine credo che tutti si responsabilizzeranno”. A suo giudizio, inoltre, “parlare della diminuzione delle tasse ci fa correre il rischio di doverne invece mettere”. “Dopo l’annuncio sull’Irap - ha infine spiegato Calderoni - sono arrivate lettere di varie agenzie di rating che chiedevano informazioni e minacciavano penalizzazioni, con perdite per 16-17 miliardi di euro, che ci costringerebbero a mettere nuove tasse, invece di abbassare quelle che ci sono”.