Istat: “Famiglie in difficoltà,
calano i consumi”
Un quadro a tinte fosche della nostra economia quello
dipinto nel Rapporto annuale 2008 dell’Istat. Andamento negativo del Pil, calo
della spesa per consumi e investimenti, peggioramento del deficit della
bilancia commerciale e flessione della produzione industriale, sono alcune
delle principali voci che descrivono uno scenario economico davvero critico.
“In Italia – si legge nel rapporto – l’andamento congiunturale del Pil
nel 2008 è diventato progressivamente più sfavorevole. Alla modesta crescita
del primo trimestre (+0,5%) sono seguite diminuzioni dello 0,6% nel secondo,
dello 0,8% nel terzo e una brusca caduta nel quarto (-2,1%). La dinamica
negativa del Pil si è ulteriormente accentuata nel primo trimestre del 2009,
con una contrazione del 2,4% in termini congiunturali e del 5,9% rispetto allo
stesso trimestre del 2008; l'acquisito annuale è pari al -4,6%”. Per ciò che
riguarda la spesa per consumi delle famiglie, l’Istat indica che è
“diminuita dello 0,9%, a seguito della contrazione della capacità d'acquisto
(il reddito disponibile nel 2008 è diminuito, in termini reali, dello 0,7%) e
per l'aumento, in una situazione di crescente incertezza, della propensione al
risparmio”. Diminuiti in misura marcata gli investimenti (-3,0%) a causa
della componente relativa ai macchinari ed attrezzature. Nel 2008 le
esportazioni in valore hanno registrato un lievissimo aumento (0,3%) dopo la
forte crescita del 2007, le importazioni una marcata decelerazione (+1,1%). Il
deficit della bilancia commerciale ha subito un peggioramento passando
da 8,6 miliardi nel 2007 a 11,5
nel 2008; al netto dell'energia, il saldo e' in attivo di 45 miliardi, in
aumento rispetto al 2007 (+36 miliardi). Nell'export solo i comparti dei prodotti
petroliferi raffinati e dell’agroalimentare hanno mantenuto una tendenza
positiva, mentre alcuni settori tipici del made in Italy hanno segnato nel 2008
pesanti flessioni: -10,1% per i prodotti tessili, -5,2% per gli articoli in
pelle, -4,9% per gli altri prodotti della lavorazione di minerali non
metalliferi e -4,5% per i mobili. Una caduta significativa (-6,1%) e' stata
registrata anche per gli autoveicoli. La produzione industriale nel 2008
ha subito una flessione del 3,3%, decisamente più intensa di quella dell'area
euro (pari a -1,8%). La fase di recessione e' iniziata nel secondo trimestre ed
e' divenuta più intensa nei trimestri successivi (-8,1% nel quarto in termini
congiunturali), coinvolgendo tutti i settori di attività. Nel primo trimestre
2009, l'indice destagionalizzato ha registrato una nuova forte caduta (-9,8%).
I prezzi al consumo nella media del 2008 sono cresciuti del 3,3% (+1,8 per
cento nel 2007). L’inflazione di fondo (misurata al netto di alimentari non
lavorati ed energia, che pesano per circa il 25% sull'indice generale) e'
risultata pari al 2,1%, superiore di mezzo punto percentuale a quella del 2007,
per poi scendere all'1,7% nel primo trimestre 2009. In Italia la situazione
della finanza pubblica è peggiorata, con un aumento dell’incidenza
dell’indebitamento netto sul Pil dall’1,5 del 2007 al 2,7% del 2008. Il saldo
primario è positivo e pari al 2,4% del Pil, in calo rispetto al 2007
(3,5%). Il rapporto tra debito
pubblico e Pil è tornato a crescere in misura rilevante, attestandosi al 105,8%
(era 103,5 nel 2007), il più alto dell’Uem. In valore assoluto, il debito è
risultato pari a 1.664 miliardi. In Italia, la pressione fiscale
complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e
dei contributi sociali in rapporto al Pil) è diminuita di 0,3 punti percentuali
rispetto all'anno precedente, dal 43,1% nel 2007 al 42,8 nel 2008.