La Finanziaria 2010 è legge. Con
158 voti favorevoli, 117 voti contrari e 4 astenuti l’assemblea ha approvato il
ddl finanziaria. Subito dopo è passata alle votazioni del ddl bilancio: i voti
favorevoli sono stati 157 i contrari 120 e gli astenuti 4. Alla fine del suo
percorso, la finanziaria è cambiata nella forma e nella sostanza. Il suo
importo, lievitato nei passaggi parlamentari, secondo gli ultimi dati arrivano
a 11,1 miliardi di euro (in
termini di indebitamento netto). Nel ddl sono confluiti: la banca del
Sud, il codice delle autonomie, il
Patto per la salute e il rinvio del versamento degli acconti Irpef di novembre,
che slittano a giugno del prossimo anno. Quest’ultimo viene finanziato, a tempo
determinato, con il gettito in arrivo dallo scudo fiscale, pari a 3,716
miliardi di euro che poi, una vota rientrati gli acconti, andrà a coprire le
misure contenute nella finanziaria. Dal Tfr inoptato, che l’Inps consegnerà
allo Stato, arrivano altri 3,1 miliardi. La novità più sostanziale è che la
finanziaria, nata nel 1978, viene messa definitivamente in soffitta, e
sostituita dalla legge di stabilità. Il viceministro dell’Economia, Giuseppe
Vegas, da l’addio alla legge che “nel bene e nel male ha rappresentato
l’essenza di questo Paese”. Le risorse della manovra, sempre in termini di
indebitamento netto, arrivano da maggiori entrate per 4,5 miliardi e 6,6
miliardi di minori spese. Gli ultimi dati, del servizio bilancio del Senato,
mostrano che sul fronte delle uscite le maggiori spese ammontano a 9,9 miliardi
di euro e le minori entrate a 1,2 miliardi.