Il piano antricrisi è legge
Il piano anticrisi del Governo
ha incassato il sì definitivo del Parlamento, ma la crisi economica non dà
tregua all’Esecutivo costringendolo a studiare nuovi aiuti. Il decreto, fresco
di approvazione, già non è più sufficiente a far fronte alle nuove emergenze,
dal settore dell’auto all’occupazione. Sulla scia di quanto stanno facendo gli
altri Paesi europei, oggi Governo e parti sociali si siederanno attorno al
tavolo per verificare la fattibilità di interventi per l’industria
automobilistica. E al Tesoro si continua a lavorare, d’intesa con gli altri
dicasteri, alla definizione di una nuova dote per gli ammortizzatori sociali.
Il decreto anticrisi da circa 5
miliardi di euro è arrivato blindato a Palazzo Madama e ha passato indenne il
passaggio in Senato. Il disco verde dei senatori è arrivato, infatti, sullo
stesso testo licenziato dalla Camera lo scorso 15 gennaio. E anche a Palazzo
Madama, come a Montecitorio, il governo ha fatto ricorso alla fiducia
(l’undicesima del Governo Berlusconi). Un passaggio obbligato, secondo
l’Esecutivo, vista la ristrettezza dei tempi a disposizione per la conversione
in legge del provvedimento (sarebbe scaduto oggi). Tuttavia il testo necessita
di alcuni correttivi per risolvere alcuni errori soprattutto su opere pubbliche
e ferrovie. I ritocchi dovrebbero confluire nel dl Milleproroghe all’esame del
Senato.
Il piano del Governo agisce su
diversi fronti: dalle famiglie, alle imprese alle banche. Stanzia un bonus per
le famiglie povere, prevede misure per rafforzare gli ammortizzatori sociali,
un pacchetto per il sostegno alle imprese e i cosiddetti 'Tremonti-bond' per
migliorare la patrimonializzazione delle banche. E ancora, vengono allentate le
regole della 'passivity rule' in caso di Opa ostili, si sospendono gli aumenti
dei pedaggi autostradali fino al 30 aprile e arrivano sconti sulle bollette di
luce e gas per le famiglie economicamente svantaggiate.
Quanto all’auto, il Governo ascolterà oggi a Palazzo Chigi le richieste e i problemi legati al settore. Altri Paesi, come Francia, Germania e oggi anche Inghilterra, sono già intervenuti. E anche il Governo italiano intende muoversi nell’ambito del quadro tracciato dall’Unione europea. In particolare, si potrebbero estendere le garanzie al credito per le Pmi anche alle case automobilistiche e ai concessionari, si potrebbe prevedere l’acquisto da parte di enti e istituzioni di un parco di auto verdi e, per sostenere la domanda, potrebbero tornare gli incentivi alla rottamazione, ma con maggiori vincoli sull’efficienza energetica (per esempio sul livello di emissioni). Infine, si parla anche di interventi per facilitare il ricorso al finanziamento degli acquisti di automobili a rate.