Il presidente della Commissione
Lavoro di Confcommercio, Francesco Rivolta, insieme ai segretari generali di
Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, è stato ricevuto dal ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi. L’incontro è servito per illustrare le proposte delle
parti sociali a sostegno del settore Terziario Distribuzione e Servizi e per
illustrare il “Patto per il lavoro” firmato il 23 giugno scorso
(vedi allegato, ndr) nel quale, appunto, le parti si impegnavano a
presentare congiuntamente al Governo proposte e indicazioni utili a sostenere
imprese e lavoratori in un momento così difficile per la vita del Paese.
Nel corso dell’incontro, le parti hanno evidenziato la necessità di
interventi mirati per evitare situazioni di crisi tra le imprese del commercio
e dei servizi che fino ad oggi hanno costituto una importante occasione di
sviluppo, sia per l’economia del Paese che in termini occupazionali, grazie
soprattutto alla capacità di assorbire risorse umane. Nel documento, tra gli
interventi prioritari sul piano delle politiche attive per il lavoro, si
richiede la previsione di incentivi alle imprese che mantengono o sviluppano
l’occupazione sotto forma di sgravi contributivi e agevolazioni fiscali in caso
di assunzioni; la previsione di un sistema a bonus contributivo per le aziende
che non operano riduzioni strutturali di personale; l’estensione su tutto il
territorio nazionale della maggior durata degli sgravi, oggi prevista solo per
il Sud, per le aziende che assumono personale dalle liste di mobilità; il ripristino, per le aziende che assumono, il “bonus
assunzione” su tutto il territorio
nazionale.
Altro capitolo del documento, le misure di sostegno al reddito (vedi allegato sull’avviso comune firmato il 25 marzo scorso, ndr), da attuare attraverso
il coinvolgimento degli Enti Bilaterali prevedendo che le somme versate dalle
imprese e dai lavoratori alla bilateralità, così come le prestazioni erogate ai
lavoratori, siano escluse dall’imponibile contributivo, anche per sostenere la
bilateralità, che ancora oggi non beneficia di una adeguata legislazione di
sostegno. A tal fine le parti hanno affidato alle singole realtà territoriali
la possibilità di inserire il sostegno al reddito tra gli scopi degli Enti
Bilaterali – ipotesi peraltro già prevista dal Decreto “anticrisi” del novembre
scorso – ed attualmente si stanno sottoscrivendo sul territorio accordi che
riassegnano quote degli enti bilaterali alle sospensioni per l’attività
lavorativa, per un volume, allo stato attuale, che oscilla tra i 5 e i 7 milioni
di euro.
In ambito di
politica fiscale e contributiva, quale strumento di sostegno allo sviluppo, di
equa redistribuzione del reddito e di lotta al lavoro irregolare, le parti
evidenziano la necessità di un intervento pubblico teso a ridurre sensibilmente
il divario esistente tra costo complessivo per il lavoro sostenuto dalle
imprese e la retribuzione netta percepita dai lavoratori stessi. Tra le misure
a carico della fiscalità generale e coerenti con un riequilibrio della
pressione fiscale tra i livelli di governo centrale e locale, che non
determinino un aggravio del carico fiscale per i cittadini, vanno sostenute, in
particolare, il meccanismo della deduzione forfetaria dalla base imponibile
dell’IRAP di alcune voci contributive e di una parte delle somme eventualmente
corrisposte dalle aziende a titolo di anticipazione dei trattamenti di CIG;
l’aumento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente e la detassazione,
nonché l’incremento della decontribuzione, degli incrementi salariali legati alla
produttività.