Continua il calo delle vendite
dei prodotti oil e non oil in autostrada e il presidente
Nazionale Anisa, Cantarelli,
sottolinea che “in quattro anni (dal 2003 al 2007) la rete autostradale ha
perso circa mezzo miliardo di litri di vendite, pari ad una flessione
dell’11,41 %. Un dato senz’altro peggiorato nel 2008, anche se non abbiamo
ancora dati definitivi disaggregati dalla rete ordinaria”. A confermare questo trend sono
alcuni dati che, sia pure solo limitati alla sola tratta Milano/Bologna,
costituiscono un campione significativo di quel che sta succedendo nei primi
due mesi del 2009: la flessione sullo stesso periodo nell’ordine, mediamente,
del 18%, e, se si confermasse questa tendenza a fine anno si perderanno, solo
su questo campione (sti-mato in circa il 4% dell’erogato totale nazionale della
rete autostradale), circa 29
milioni di litri su 157 totali. “Neppure iniziative come quelle di ‘Prezzo Amico’ – ha spiegato Cantarelli
- sembrano invertire una tendenza che, peraltro, risulterà accentuata, dopo
anni di crescita continua, da una flessione del traffico”. “Mentre cala a vista
d’occhio l’appeal della rete – ha aggiunto il presidente Anisa – e peggiorano i
fattori congiunturali, di investimenti e di rilancio non si parla. Rimane
l’escalation delle royalties richieste dai concessionari e la supina
acquiescenza delle aziende petrolifere ad
un andazzo che sta penalizzando duramente il comparto oil,
ma anche quello dei servizi non oil”. Se sino a qualche anno fa, mediamente,
l’incidenza del costo delle
concessioni di ristoro gravava per il circa il 10-11 % del volume imponibile
delle vendite, i rinnovi di concessione
perfezionati negli ultimi quattro anni hanno raddoppiato questa incidenza,
e, in alcuni casi limite, triplicata o quadruplicata (oltre il 40 %).
“L’effetto di questo fattore, unitamente alle spinte inflattive, all’aumento
dei prezzi di produzione dei prodotti di base necessari per questo tipo di
servizi – ha precisato Cantarelli - si traduce in una drastica diminuzione dei
margini operativi per queste attività”. “A questo punto- ha concluso il
presidente Anisa - alla rete
distributiva autostradale, che
pure dovrebbe mantenere standard ed efficienze dei servizi almeno adeguate alla
sua funzione strategica nelle infrastrutture di comunicazione, manca veramente poco per scivolare verso una inarrestabile
marginalizzazione”.