Oltre
l’80% delle pmi del Mezzogiorno dichiara di essere colpito in modo
significativo dalla crisi economica e le più esposte sono le imprese del
commercio e dei servizi.
Tre le principali difficoltà incontrate dalle imprese troviamo la diminuzione delle vendite (per il 69,2%), l’aumento dei prezzi praticati dai fornitori (per il 36,8%), l’accesso al credito (per il 23,3%). Sono i dati principali che emergono dall’indagine su Mezzogiorno e Pmi realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format–Ricerche di Mercato e presentata a Bari in occasione della quinta tappa del Roadshow PMI, organizzato dalla Confederazione nel contesto della Prima settimana Europea delle PMI promossa dall’UE.
Entrando nel dettaglio dello studio, si scopre che il
54,9% delle pmi del Meridione non effettuerà investimenti nel periodo
2009-2010. Per circa un terzo delle imprese, è la mancanza di risorse
l’ostacolo all’avvio di programmi di investimento e il 31,6% delle Pmi investirebbe
con l’aiuto pubblico. Il 38,1% delle
imprese, poi, ritiene che la propria capacità di fare ricerca e innovazione sia
limitata da vari fattori, soprattutto dalle prospettive di mercato non
favorevoli (per il 58,2%) e dalle difficoltà di reperimento di risorse per
finanziare “progetti rischiosi” (per il 25,1%).
Un’impresa
su due, inoltre, ha difficoltà a far fronte al proprio fabbisogno finanziario a
causa principalmente del ritardo e dell’irregolarità dei pagamenti
(rispettivamente per il 48,7% e per il 43,9% delle pmi), e del fatturato
insufficiente (per il 22,1%).
Quanto
all’offerta di finanziamenti da parte delle banche, il 38,4% delle Ppmi rileva
una riduzione del credito disponibile, il 33,4% segnala un peggioramento della
durata temporale del credito e il 34,2% riscontra un aggravamento del costo
dell’istruttoria.
Infine,
gli interventi strutturali ritenuti più importanti ed urgenti riguardano le
agevolazioni finanziarie (85%), la realizzazione o il miglioramento delle
infrastrutture di trasporto - come strade e autostrade (75,8%), ferrovie (69%)
e aeroporti (59,9%) - e il miglioramento della sicurezza del territorio
(69,1%).