Nel periodo 1996-2008 la
spesa complessiva per i pasti in casa e fuori casa in Europa (1,3% la media
Ue27) è cresciuta meno del totale dei consumi (2,2%). Dinamiche particolarmente
sostenute ci sono state in Lettonia (9,2%), Lituania (6,9%), Estonia (6,7%) e
Romania (6,4%), dove si sono registrati anche i maggiori incrementi di spesa
per bar e ristoranti. E’ uno dei principali risultati che emergono dall’analisi
delle strutture di spesa in Europa nel 2008 contenuta nel rapporto “Europa
Consumi” elaborato dall’Ufficio Studi Confcommercio.
Per quanto riguarda
l’acquisto di beni alimentari, si legge sempre nella ricerca, si registra una
tendenza all’allineamento tra Paesi meno ricchi e Paesi più avanzati, con il
primato della Grecia dove si spendono oltre 2.400 euro all’anno pro capite.
Questa componente rappresenta la principale voce di spesa praticamente in tutti
i Paesi ad eccezione di Irlanda, Spagna e Regno Unito dove, invece, si spende
di più per bar e ristoranti (rispettivamente 2.491, 2.272 e 1.729 euro). Nel
complesso delle spese per pasti in casa e fuori casa, il Lussemburgo è il Paese
con la maggior quota per abitante (oltre 7 mila euro nel 2008).In Italia (circa 3.900 euro) si spende più che in
Francia (3.610 euro) e in Germania (3.102 euro) e meno rispetto a Spagna (4.597
euro) e Gran Bretagna (4.094); la Finlandia “eccelle” per l’acquisto di
alcolici (circa 577 euro), Cipro per i tabacchi (479 euro) e le bevande non
alcoliche (284 euro).