Nel terzo trimestre 2009 il
prodotto interno lordo di Eurolandia dovrebbe vedere una “ulteriore
stabilizzazione” dopo il calo di appena lo 0,1% del secondo. La previsione è
della Banca centrale europea, che nel suo Bollettino statistico di settembre
ribadisce che dovrebbe essere terminata la “significativa contrazione
dell’attività”, e si attende ora “un periodo di stabilizzazione e ripresa molto
graduale”. Il tasso annuo di variazione del Pil in termini reali risulterebbe
negativo, nella media del 2009, fra il -4,4% e il -3,8% (contro la forbice tra
il -5,1% e il -4,1% stimata in precedenza); nel 2010 si porterebbe su un
livello compreso tra il -0,5% e il +0,9% (contro la forbice tra il -1% e il
+0,4% stimata in precedenza).
Tuttavia, il rapporto debito/Pil
in aumento e le garanzie statali alle aziende rappresentano una “grave
minaccia” per la sostenibilità dei conti pubblici di Eurolandia. Da qui la
“urgente necessità” di misure di risanamento. L’aggiustamento strutturale dei
conti, con la ripresa, “dovrebbe raggiungere almeno l’1% del Pil”.
Quanto al mondo del lavoro,
l’Eurotower scrive che “ci si può attendere per i prossimi mesi una serie di
ulteriori moderati incrementi del tasso di disoccupazione nell’area dell’euro”,
dopo che questo ha raggiunto il 9,5% a luglio. Mentre l’attuale fase di
inflazione bassa o negativa è destinata a durare ancora poco e già nella
seconda parte dell’anno l’inflazione tornerà “su valori positivi” con una
dinamica dei prezzi “moderata nell’orizzonte temporale rilevante per la
politica monetaria”. La stabilità dei prezzi, per la Bce, è quindi “preservata
nel medio periodo e continuerà a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie
dell’area dell’euro”.