Sarà quasi del 2% il calo degli occupati alla fine del 2009, con una perdita di oltre 200mila posti di lavoro. È uno dei dati più significativi che emergono dall’indagine del 'Sistema informativo Excelsior', realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro. Secondo le previsioni indicate da 100mila aziende con almeno un addetto, infatti, quest'anno ci sarà una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 213mila unità rispetto alla fine del 2008 (-1,9%).
Il contraccolpo occupazionale
della crisi - sottolinea Unioncamere – “si fa sentire di più nell’industria
manifatturiera, dove le imprese prevedono un saldo fra nuove assunzioni e
uscite di personale pari a -102.420 unità (-2,6% rispetto agli occupati a fine
2008)”. A queste si aggiungono le oltre 30mila unità in meno dell’edilizia
(-2,7% in termini relativi), per una perdita occupazionale complessiva
nell’industria pari a quasi 133mila dipendenti (-2,6%). Una migliore tenuta
mostrano invece i servizi privati, che perdono l’1,3% (pari a 80mila occupati
in meno).
Le più consistenti riduzioni di
personale “dovrebbero riguardare alcune produzioni di punta del made in Italy
come il 'sistema moda', l’arredamento, i beni per la casa e il tempo libero,
nei quali la diminuzione dei livelli occupazionali è compresa tra il 2,7% e il
3,5%”.
Tra le attività terziarie, il
più marcato calo occupazionale è atteso dalle imprese dei trasporti (-2,5%
circa) e da quelle della filiera turistica (-1,9% per alberghi, ristoranti e servizi
turistici), seguite da quelle del commercio all’ingrosso, dell’istruzione
privata, del credito e assicurazioni, degli altri servizi alle persone. La
sanità è invece l’unico settore in cui, anche per il 2009, si attende una
modesta crescita occupazionale (+0,3%).