Sanzioni penali solo per
violazioni gravi “sostanziali” delle norme sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro. Per le violazioni “formali” la sanzione sarà amministrativa. In ogni
caso, la cifra viene calcolata sulla
base della precedente legge 626 “aumentata del 50%” come adeguamento
all’inflazione. La revisione dell’apparato sanzionatorio è contenuta nel
decreto legislativo che ha avuto il primo sì dal Consiglio dei Ministri e che
corregge le precedenti disposizioni del testo sulla sicurezza del lavoro. Il
ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha precisato che il decreto legislativo
“si muove all’interno della delega approvata dal precedente governo”.
Sacconi ha spiegato che
“l’arresto esclusivo” resta immutato. Alcune modifiche riguardano il confine
tra “arresto o in alternativa ammenda” e sanzioni amministrative. Quando le
violazioni sono sicuramente “sostanziali” si applica l’ammenda (penale) e
quando invece sono “sicuramente solo formali” si applica la sanzione
amministrativa. “Il penale - ha sottolineato il ministro - ha senso ogni volta
che la violazione è sostanzale. Non si può applicare per violazioni come
irregolarità nella scrittura dei documenti o della trasmissione dei dati). Il
ministro ha aggiunto che “non è vero che più c’è la sanzione, più c’è
sicurezza. La cosa importante è assicurare l’effettività della sanzione”.
L’arresto esclusivo viene
mantenuto per l’omessa valutazione del rischio nelle aziende che sono a elevato
rischio di incidente. Per la rivisitazione delle sanzioni, ha spiegato ancora
Sacconi, “abbiamo preso a riferimento i valori indicato nella legge 626 del
‘94, che è considerato da tutti un 'testo sacro'. Abbiamo poi aggiornato quelle
sanzioni in base all’inflazione accumulata che sarebbe del 36% e abbiamo
aggiunto qualcosa in più arrivando al 50% di aumento”.
Con le nuove norme, ha
sottolineato onfine il ministro, sarà anche più facile sospendere l’attività di
un’azienda che ha violato le norme sulla sicurezza. Nel decreto viene sostituito
l’attuale parametro della “reiterazione” della violazione, a quello di
“violazioni plurime” che consente di sospendere l’attivita già alla prima
ispezione. Il testo passa ora all’esame della conferenza Stato-Regioni e delle
competenti commissioni parlamentari. Contemporaneamente sarà avviata una
“ulteriore consultazione con le parti sociali”.