"Destinazione Italia 2020":
il turismo guarda avanti
TORINO - La “due giorni” organizzata nel
capoluogo piemontese da Confturismo si è chiusa con una tavola rotonda introdotta
da una relazione di Jacques Attali. Il presidente di PlaNet Finance Group ha tracciato un
quadro delle prospettive dell’economia mondiale nei prossimi decenni,
sottolineando soprattutto la forte influenza della prevista esplosione
demografica. Il “rimescolamento” che si determinerà porterà in primo piano
interi continenti, come l’Africa, oggi ai margini e, per i Paesi più
sviluppati, comporterà la necessità di rivedere drasticamente il proprio
modello di sviluppo. “La vera tragedia italiana – ha detto a questo proposito
Attali - è proprio la demografia”. Per quanto riguarda specificamente il
turismo italiano, ci sarà bisogno
di “più infrastrutture, più Internet, più grandi eventi” per
intercettare soprattutto il movimento turistico di fascia alta, previsto in
enorme sviluppo.
La parola è quindi passata al sindaco
di Torino, Sergio Chiamparino, che
ha parlato dell’esperienza vissuta dalla città con l’aumento del flusso
turistico a partire dal periodo delle Olimpiadi, sottolineando però che “se
vero che i grandi eventi, di per sé, mettono in moto un aumento del turismo,
per assicurare una continuità positiva occorre però una programmazione che preveda
strategie mirate per contenere il calo fisiologico che segue alla
manifestazione”.
Il fondatore e primo presidente della
Fondazione Altagamma, Santo Versace,
ha parlato del ruolo del Sud nell’auspicato rilancio del turismo di casa
nostra, specificando che ciò potrà avvenire solo dopo un totale ricambio della
classe dirigente locale: “oggi – ha detto - regioni come Calabria e Sicilia
sono la dimostrazione di come la politica possa distruggere la ricchezza. Se al
Meridione non c’è lo Stato di diritto, se non ci sono infrastrutture, il
problema è eminentemente politico”.
Secondo Enrico Salza, presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, “il
turismo italiano è un settore ad altissimo potenziale, ma servono più investimenti,
soprattutto al Sud”. Per quanto riguarda poi il problema dell’accesso al
credito, in particolare per le pmi turistiche, Salza ha affermato decisamente:
“non c’è mai stato tanto credito a basso prezzo come oggi e quindi anche il
settore del turismo può sfruttare il momento per rafforzarsi in questa epoca di
recessione per essere capace di ripartire insieme al rilancio dell’economia”.
L’assessore al Turismo e Commercio
della Regione Emilia-Romagna, Guido Pasi,
ha sottolineato l’esigenza di salvaguardare i nostri luoghi turistici, se
vogliamo che i visitatori arrivino: “in Italia continuiamo a sprecare il nostro
bene più prezioso, il territorio. E’ la speculazione immobiliare che uccide il
turismo”. In generale, “serve una strategia a geometria variabile, visto che
non esiste più un solo tipo di turismo. Per attuarla serve un luogo
centralizzato dove la si possa pensare ed attuare, oltre ad una nuova legge
quadro di riferimento”.
Per Matteo Marzotto, presidente dell’Enit-Agenzia per il Turismo, “comprendere
il turismo tra le materie di competenza esclusiva delle Regioni ha generato più
confusione che utilità. La gestione attuale è confusa, e lo stesso Enit-Agenzia
ne viene schiacciato”. “Cio che manca – ha proseguito - è il coordinamento, mentre
occorrerebbe fare sistema”.
Il presidente di Confturismo, Bernabò
Bocca, si è limitato dopo il lungo
intervento del giorno precedente ad una singola battuta, dicendo che “non
bisogna sconvolgersi per la proposta di un bonus turismo dedicato alle famiglie
meno abbienti che salverebbe anche tante imprese medio-piccole del turismo,
quando non ci si sconvolge per le proposte che mirano a salvare una singola
azienda automobilistica”.
I lavori si sono conclusi con
l’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al
Turismo, Michela Vittoria Brambilla,
che ha parlato di “turismo come emergenza nazionale, vista la perdita di
competitività e quote di mercato. Fino ad oggi è mancata una vera politica per
il settore ed ora serve un lavoro di squadra che sia capace di produrre
iniziative davvero utili”.
Angelo Moretti