Torna a crescere il Pil
nel terzo trimestre 2009, ma l’intensità della ripresa rimane incerta. E’
quanto emerge dal Bollettino economico della Banca d’Italia. Al recupero del
prodotto interno lordo, che dovrebbe essere prossimo all’1%, avrebbe
contribuito un netto miglioramento della produzione industriale nella media del
periodo, il primo dopo la pesante contrazione subita tra il secondo trimestre
del 2008 e lo stesso trimestre del 2009 (-22,1 per cento). Tuttavia,
“l’intensità della ripresa rimane incerta”. Pur in un quadro più favorevole per
la domanda mondiale, infatti, “le esportazioni italiane non hanno registrato
una chiara tendenza al recupero nel corso dell’estate” e nello stesso periodo
“è continuato l'intenso calo delle importazioni”. La domanda finale interna,
inoltre, “non mostra ancora una netta inversione di tendenza”.
Quanto allo stato dei conti
pubblici, Bankitalia sottolinea che “è in notevole peggioramento,
risentendo soprattutto della dinamica particolarmente negativa delle entrate”.
Gli economisti di Via Nazionale fanno riferimento, in particolare,
all’andamento del gettito fiscale che nei primi nove mesi del 2009 si è ridotto
del 3,2% nonostante la forte crescita di alcune imposte sostitutive
straordinarie.
Tornano a crescere i consumi,
anche se i segnali per il terzo trimestre restano incerti. Tra aprile e giugno
“si è interrotto il calo della spesa delle famiglie, che ha segnato un aumento
dello 0,3% sul periodo precedente (-1,8 su quello corrispondente del 2008). Il
risultato riflette soprattutto il netto rialzo degli acquisti di beni durevoli
(4% sul periodo precedente), tornati a crescere per la prima volta dall’estate
del 2007 sulla spinta delle agevolazioni alla rottamazione degli autoveicoli”.
Secondo stime fondate su un
insieme di informazioni ancora largamente incompleto, avvertono gli economisti
di Via Nazionale, “nella media del primo semestre il reddito disponibile reale
delle famiglie consumatrici avrebbe subito una flessione dell'ordine dell’1%
rispetto allo stesso periodo del 2008, inferiore a quella della spesa”. In
questo contesto, “i segnali per il terzo trimestre rimangono incerti”, anche se
“si attenua il pessimismo delle famiglie”. Si conferma inoltre “il
peggioramento degli indicatori relativi alle intenzioni di acquisto di beni
durevoli e alle condizioni del mercato del lavoro, che si sta verosimilmente
riflettendo sulla domanda delle famiglie”.
Per quanto concerne l’inflazione, infine, dovrebbe attestarsi all’1,5% nella media del 2010.