Un fondo di 400 mila euro per la crisi del commercio nel veronese
Un fondo di 400mila euro destinato ai lavoratori delle imprese
commerciali veronesi che, a causa della crisi, debbono adottare provvedimenti
di licenziamento, sospensione o riduzione dell’orario di lavoro: è il frutto
dell’accordo siglato nei giorni scorsi tra Confcommercio Verona e sindacati,
che prevede interventi economici per i dipendenti delle aziende iscritte
all’Ente bilaterale del commercio e dei servizi della provincia di Verona. L’obiettivo
del patto è la salvaguardia dell’occupazione evitando licenziamenti
indiscriminati ed agendo su alcune situazioni specifiche.
Nel dettaglio, l’Ente Bilaterale
del Commercio e dei servizi della provincia di Verona
prevede l’erogazione di un importo giornaliero pari al 20% dell’importo
massimo mensile dell’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con
requisiti normali per le sospensioni dal lavoro per crisi aziendali o
occupazionali effettuate dal primo maggio al 31 dicembre 2009; erogherà un
importo orario a favore dei lavoratori che, sempre nel periodo dal primo maggio
al 31 dicembre di quest’anno, siano interessati da riduzioni di orario di lavoro per contratti di solidarietà
ovvero, per le aziende escluse dagli stessi, al fine di evitare licenziamenti
individuali per giustificato motivo oggettivo; permetterà l’adesione ai propri
corsi di formazione gratuiti ai dipendenti licenziati nel 2009 per giustificato
motivo e che, pur essendo privi di rapporto di lavoro, risultano essere stati
contribuenti dell’ente stesso alla data del licenziamento; interverrà
economicamente per erogare un premio alle aziende che, dal primo maggio al 31
dicembre, assumano a tempo indeterminato lavoratori licenziati per giustificato
motivo oggettivo da imprese del
terziario, della distribuzione e dei servizi.
“L’accordo - ha sottolineato il direttore di Confcommercio Verona, Giorgio Sartori - ha una valenza particolare per il terziario di mercato, che pur essendo da tempo asse portante dell’economia locale e nazionale non è mai stato supportato da politiche di sostegno e di incentivo di cui beneficiano invece, storicamente, altri settori. Con questa intesa, fortemente voluta da Confcommercio e da Cgil-Cisl-Uil, l’Ente bilaterale del commercio e dei servizi viene incontro alle situazioni di disagio frutto della crisi economica tuttora in atto, che si riverbera pesantemente anche sulle attività commerciali colpite da un calo di consumi che si sta manifestando ora ed è valutabile tra il 25 e il 30% rispetto allo scorso anno”.