Via libera della commissione
Bilancio del Senato alla Finanziaria. Il testo è stato approvato con alcune
modifiche contenute in un emendamento presentato dal relatore, Maurizio Saia.
Il “nodo” Irap è stato invece rinviato all’esame dell’Aula. Mentre per i fondi
per Roma capitale e per il comparto sicurezza, il viceministro all’Economia,
Giuseppe Vegas, ha assicurato che la questione è già risolta nel senso che non
servirebbe un intervento normativo per destinare le risorse a questi due
capitoli. La maggior parte dei circa 750 emendamenti presentati sono stati
bocciati mentre una ventina di questi (tra cui il pacchetto Pdl presentato dal
presidente della commissione Finanze, Antonio Baldassarre, e da altri senatori
della maggioranza) sono stati respinti tecnicamente per l'Aula. Poche le
proposte che hanno ottenuto l'ok della commissione: tra queste il pacchetto di
proposte presentato dal relatore Saia e che vanno dalla neonata “Difesa servizi
spa” alle banche popolari (slitta al 2010 l'obbligo di alienazione per chi
detiene azioni in misura eccedente lo 0,50% del capitale sociale), dagli
accantonamenti per rinnovare la convezione per radio radicale a 3 milioni di
euro per i collegi universitarie 10 milioni di euro per i consorzi Confidi
delle Province “con alto tasso di utilizzazione della cassa integrazione
guadagni”. Un altro emendamento approvato prevede l'abolizione per gli
ambulanti del Durc (dichiarazione unica regolarità contributiva). La
Finanziaria approderà in Aula mercoledi prossimo. Il presidente della
commissione Bilancio, Antonio Azzollini, ha espresso un giudizio “positivo”
sull'andamento dei lavori: “il dibattito è stato sereno, approfondito”, ma, ha
ammesso, “non tutto si può fare al primo passaggio” e “il taglio Irap verrà
messo all'esame dell'Aula”. Di diverso avviso l'opposizione. “Purtroppo alla
fine la maggioranza non ce l'ha fatta a sostenere il confronto sulle proposte
emendative - ha sottolineato Enrico Morando (Pd) - malgrado per la prima volta
da un anno e mezzo ci sia stato un dibattito reale su temi come gli affitti,
l'Irap, il 55% del bonus energia. Tutti temi su cui noi abbiamo presentato
delle proposte e che la maggioranza sosteneva di condividere. Ma ha prevalso la
decisione di non farne sostanzialmente nulla”. “Questa maggioranza e questo
governo - ha aggiunto - sono gli unici al mondo che scelgono di non fare nulla
di fronte ad una crisi economica così grave come quella che stiamo
attraversando”.