Un “nuovo inizio” che prenda la
forma di “un avviso comune”, uno “sforzo” che preveda anche “una moratoria
sulle scadenze dei crediti delle imprese”. E’ quanto ha proposto il ministro
dell’Economia, Giulio Tremonti parlando dal palco dell’Assemblea dell’Abi.
“E’ arrivato il tempo per il nuovo inizio. Abbiamo comune responsabilità per il
nostro Paese. Quanto fatto è stato necessario. Ma ora, proprio ora, può essere
necessario fare di più. Qualcosa che può prendere un avviso comune da produrre
subito prima di agosto.
Nel rispetto delle regole del
patrimoni o delle banche, su base non obbligatoria e volontaria. Possono
prendere la forma di uno sforzo ulteriore quanto di una moratoria sulle
scadenze più pressanti dei crediti delle imprese”, ha specificato Tremonti.
Da parte sua il governatore
della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel suo intervento ha tra l’altro
affermato che “il credito al settore privato rallenta ancora”, anche se “la
contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi,
benché a ritmi nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni”. Draghi ha
aggiunto che “è particolarmente intensa la decelerazione dei prestiti erogati
dai gruppi bancari maggiori”.
Le banche devono concedere il
credito ma rispettando i criteri professionali. Così il presidente dell’Abi,
Corrado Faissola, nel suo intervento all’Assemblea annuale ha risposto
indirettamente alle imprese che chiedono una maggiore semplificazione della
concessione del credito. “Non sarebbe utile – ha spiegato - un sistema bancario
che concedesse il credito, cioè le risorse finanziarie di depositanti,
obbligazionisti e azionisti, sulla base di criteri non puramente
professionali”. In questo modo, ha aggiunto, “la fiducia ne risulterebbe
negativamente segnata, come mostrano le esperienze che il nostro Paese ha già
vissuto. Ciò si rivelerebbe, nel medio periodo, un errore dalle gravi
conseguenze”.
“Le banche devono agire con maggior spirito imprenditoriale nel senso della concessione del credito. Devono agire con la capacità di business e non soltanto sulle garanzie che vengono date”. Questo, infine, l’appello lanciato dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola.