“Lo Stato faccia la sua parte,
Gli addetti siano in sintonia con le proprie regole,
l’utenza sia culturalmente
preparata”. Sono le tre richieste fatte dal presidente di Federsicurezza, Luigi
Gabriele, nel suo intervento alla presentazione del Rapporto 2009.
“Dare sicurezza – ha spiegato
Gabriele - vuol dire assumere un impegno forte e non condizionabile in chiave
meramente commerciale. Per poter soddisfare al meglio un’utenza composita
occorre una flessibilità di risposta a 360 gradi, angolazione che non può
prescindere dalla capacità di dare qualità”. “Ma dare qualità – ha aggiunto -
presuppone acquisizione continua di professionalità. Valori aggiunti di tale
importanza richiedono non solo un sistema di prestazioni idonee, ma anche, se
possibile, un’utenza resa edotta dell’ineludibilità di parametri oggettivi di
costo”.
Da parte sua, “l’Autorità
vigilante e tutoria non può omettere – ha continuato il presidente di
Federsicurezza - di monitorare in forma evolutiva e costante chi vuol dare
sicurezza.
Monitorare, però, deve voler
dire accompagnare in positivo e non interdire in negativo.
Accompagnare deve voler dire valorizzare e non disperdere un patrimonio. Valorizzare deve voler dire distinguere impegno e preparazione, evitando demagogia di interventi che dilatano in quantità e depauperano in qualità. Integrare il sistema di sicurezza nazionale con quella complementare non è presuntuoso né pericoloso per chi in tale sistema si trova ad operare”. Lo Stato, insomma, per Gabriele, è chiamato a “considerare la capacità del nostro settore di essere complementare alla sicurezza pubblica”.
Quanto agli attori che operano
nel settore, il presidente di Federsicurezza ha infine sottolineato che le
parti sociali devono sapere “essere post moderne, con un occhio alla tradizione
ma lontana dalla conservazione. La parte sindacale dei prestatori d’opera
sappia coniugare passato, presente e futuro. La parte imprenditoriale consideri
con pacata lungimiranza lo scorrere del tempo e le mutazioni del proprio DNA in
rapporto a quello del comparto di appartenenza. Nessuno degli attori dimentichi
che, senza regole, non esiste armonia e sicurezza dell’evoluzione”.