“Il peggio della crisi sembra
che sia alle nostre spalle e che sia iniziata, sia pure lentamente, la
ripresa”. Il premier Silvio Berlusconi manda un messaggio di ottimismo ai
responsabili delle Casse di Risparmio e delle Fondazioni riuniti per Ottantacinquesima
Giornata del Risparmio dove il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi,
nel suo intervento, concorda sulla fine della fase più acuta della caduta e
spiega come ora “l’urgenza è riprendere il cammino delle riforme, per riportare
il paese, negli anni a venire su ritmi sostenuti di crescita economica”. Il
governatore ammonisce inoltre le banche italiane che “non va allentata la
guardia” perché la situazione resta fragile e devono rafforzare il capitale.
Nella sua analisi Draghi ha sottolineato che “la caduta in cui le nostre
economie si stavano avvitando, tra la fine del 2008 e l'inizio di quest'anno,
si e' fermata e ora la fase più acuta della crisi e' superata: il prodotto
interno lordo e' tornato a crescere nel terzo trimestre, dopo oltre un anno di
continua flessione”. Il governatore resta comunque cauto per la velocità e
l'ampiezza della crescita futura, in presenza di segnali deboli da parte della
domanda interna, della crescita della disoccupazione che vede un -3,3%
nell'anno chiuso a settembre per 650.000 posti di lavoro persi. Inoltre il
'traino' dell'economia mondiale resta incerto perché la ripresa può non essere
duratura una volta che verranno meno gli straordinari piani di stimolo messi in
campo dai governi. Come punto di forza il governatore ricorda che “noi italiani
abbiamo oggi il vantaggio di un livello di debito privato basso rispetto a
quello di altre economie e di un sistema bancario che non e' stato direttamente
danneggiato dalla crisi. Abbiamo però la necessità di affrontare le debolezze
strutturali della nostra economia per costruire una durevole ripresa che non
poggi soltanto sulle esportazioni”.