Via libera dal Governo alla
riforma delle Camere di Commercio a distanza di sedici anni dal precedente
riordino. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo
Economico, Claudio Scajola, ha infatti approvato in via preliminare lo schema
di decreto legislativo, che dà attuazione alla delega contenuta nella Legge
Sviluppo, con cui si rivede la disciplina del sistema delle centocinque Camere
di Commercio italiane, dove sono occupate oltre novemila persone, e che
rappresentano oltre 6 milioni di imprese. “Si tratta – ha detto il ministro
Scajola - di un importante rafforzamento della capacità di azione delle Camere
di Commercio per la promozione e lo sviluppo delle economie locali,
particolarmente utile non solo in questa fase di ripresa economica ma,
soprattutto, per rendere più competitivo il Sistema Italia al fine di meglio
affrontare le sfide dell'internazionalizzazione dei mercati”. Per Scajola, “con
questa riforma si introducono tra l'altro elementi di semplificazione,
efficienza e sussidiarietà per ammodernare queste istituzioni, caratterizzate
da una presenza molto ramificata sul territorio, con oltre 130 aziende speciali
e più di 1.500 partecipazioni in società miste, molte delle quali impegnate
nella gestione di rilevanti reti infrastrutturali”. La riforma punta a valorizzare l’autonomia delle Camere di
commercio, il raccordo con le Regioni e la funzione di indirizzo del Ministero
dello Sviluppo Economico per garantire l'uniformità delle funzioni fondamentali
sul tutto il territorio nazionale. Nell'ambito di un ammodernamento
dell'organizzazione del sistema camerale del nostro Paese si prevede, tra
l'altro, la promozione delle Unioni regionali; l'accorpamento dei servizi tra
le Camere di minori dimensioni e si limita l'istituzione di nuove Camere di
commercio se non c'e' un numero minimo di aziende. L'obiettivo e' quello di
rendere più efficiente il sistema camerale e conseguire migliori economie di
scala. Per quanto concerne il funzionamento degli organi camerali, la riforma
rende più trasparenti e verificabili le procedure per la costituzione dei
consigli camerali e prevede la presenza anche di un rappresentante dei liberi
professionisti. Sono inoltre superate le principali cause che portavano al
commissariamento delle Camere di commercio, prevedendo a seconda dei casi un
potere sostitutivo del Ministro dello Sviluppo Economico o del Presidente della
Regione Tra le novità del decreto c'e' il rafforzamento dell' Unioncamere, con
un suo più efficace raccordo con le Amministrazioni centrali, le Regioni e gli
Enti territoriali, un più forte potere di coordinamento del sistema
camerale Viene pure qualificata la
figura del Segretario Generale della Camera di commercio, introducendo criteri
di maggiore selettività e percorsi di formazione continua.