Presentata
a Milano una ricerca Censis per Confida, l’associazione italiana della
distribuzione automatica e Venditalia, la principale fiera mondiale del settore
che si svolgerà a Milano dal 28 aprile al 1 maggio 2010. Un evento che chiuderà i battenti proprio
nel giorno della Festa dei lavoratori, a significare il legame indissolubile
fra macchine e luoghi di lavoro, anche in virtù della diffusione, prevalente
soprattutto negli uffici, dove si localizza il 41% degli utilizzatori. Secondo
l’indagine, l’82% degli utilizzatori ignora, infatti, il nome dell’azienda che
eroga il servizio e l’87,6% non ha idea dei passaggi organizzativi e della
filiera di cui si compone il comparto. Sono almeno 15 milioni le persone che si
avvicinano occasionalmente o con una cadenza regolare alla distribuzione
automatica. In particolare, negli ultimi sei mesi ben il 42% della popolazione
italiana tra i 18 e i 64 anni ha acquistato alimenti e bevande automaticamente
e addirittura un quarto degli utilizzatori ne fa un uso quotidiano. Ma l’indagine si è posta anche
l’obiettivo di dare voce e sostanza alle cosiddette “macchinette” della
distribuzione automatica, termine che va certamente inteso come vezzeggiativo e
non certo come diminutivo o peggio dispregiativo. Sembra ormai alle spalle lo
stereotipo della “macchinetta mangiasoldi” da prendere a calci, poiché, al
contrario, si rileva che gli italiani valutano positivamente questo canale,
apprezzandolo in primis per l’apertura 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno
(un punto di forza per l’87,3% degli utilizzatori), in secondo luogo per la
pulizia e l’igiene (81,9%), poi per la qualità dei prodotti (76,8%), i tempi di
erogazione (75,9%), la reperibilità nei luoghi frequentati abitualmente
(75,4%), la varietà della scelta (73,9%), i sistemi di pagamento (72,2%), il
non doversi relazionare con un commesso (64%) e, infine, la dimensione delle
porzioni (59,7%). Peraltro, la
porzione di quanti non vi ricorrono (il 58%) motiva la scelta con il fatto che
semplicemente non è capitato di fruirne (per il 42,8% dei casi), con la
preferenza per altri canali distributivi nel 31,6% dei casi, o perché non trova
le macchinette nei luoghi frequentati (31,5%). La preclusione verso il canale
si ha per il 28,2% dei non utilizzatori, che dichiara di non essere attratto dal distributore,
dal 16,6% che ritiene di non trovare prodotti di interesse o di non fidarsi
della qualità nel 10,9% dei casi. I timori da stereotipo riguardano una minima
parte degli utilizzatori, che non li ritiene igienici nel 2,7% dei casi o che
teme trattengano i soldi senza erogare il prodotto nell’1,5% dei casi. Proprio
sul tasto della qualità battono i clienti fedeli utilizzatori delle
macchinette: per il 77% è di interesse che vi sia un bollino che certifichi la
qualità del prodotto offerto. Per quanto riguarda la frequenza d’uso, ne fa un
utilizzo quotidiano il 25,3% degli utilizzatori, vi ricorre occasionalmente il
59,3% e nell’ordine delle 2 o 3 vote alla settimana il 15,4%. Il 41% degli utilizzatori vi ricorre
sui luoghi di lavoro, il 31% nei luoghi di attesa, il 18,9% in quelli di
studio, il 12,2% in quelli di transito, il 9,2% nei centri commerciali e il
5,6% nei luoghi dedicati allo svago. “Una delle grandi doti tipiche di questo mercato – ha
dichiarato Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione Censis – è la
sua incredibile capacità sociale. Spesso l’area della macchinetta diventa il
fulcro di conversazioni e attimi di pausa da passare in compagnia; e questo
dovrà essere anche uno degli obiettivi da sviluppare per uscire vincitori da
questo periodo. L’altro pregio da riconoscere al vending è insito nella sua
struttura organizzativa: essenzialmente orizzontale. Non è un “capo” al
vertice, un sistema piramidale. Nel vasto mosaico del vending vediamo un
continuo incastro di responsabilità e di forze che, nell’insieme, creano il
potere di tutto un settore. La struttura orizzontale è la grande forza di
questo mondo”. Per quanto attiene
l’impulso all’acquisto di prodotti dalle macchinette è “la voglia di un caffé”
che regola la scelta per il 43,1% dei consumatori, seguita dal “saziare
velocemente fame o sete” per il 31,4%. L’assenza di alternative vale per il
17,7% del campione, il risparmio insieme alla qualità della referenza è
segnalato dall’11,4%, mentre “l’occasione per socializzare con amici e
colleghi” dal 7,7%. Se si osservano poi quanti consumano fuori casa pasti e
bevande – e si tratta del 67% del campione – si trova che la spesa media
sostenuta quotidianamente è di 5,27 euro, mentre per l’acquisto presso
distributori automatici si spendono mediamente 0,72 centesimi. Al punto che un
lieve innalzamento dei prezzi per il 41% è ininfluente nella scelta, mentre per
il 21,5% un aumento è accettabile solo a fronte di prodotti di migliore qualità
o per il 9,6% di una maggiore varietà nell’offerta. I prezzi sono, invece,
valutati fin troppo elevati dal rimanente 27,9% del campione. Da segnalare,
inoltre, che la quota di utenti che a causa della crisi ha ridotto i propri
acquisti presso i distributori automatici è del 6,8% sul totale degli
utilizzatori. “Noi
crediamo fermamente nell’importanza del lavoro e nel rispetto dei nostri
clienti – ha affermato Vincenzo Scrigna, presidente di Confida. Entrando
nelle loro case, nei loro uffici, ma anche nelle scuole, negli ospedali, nelle
palestre, nelle sale d’aspetto, dobbiamo presentarci preparati, attenti,
veloci, ma essere in un certo senso trasparenti rispetto a quanto accade. Non
ascoltiamo i discorsi, ma siamo al contrario assolutamente attenti alle
esigenze dei consumatori. Leggiamo i loro gusti dalle loro consumazioni e
cerchiamo immediatamente di adeguare l’offerta con l’obiettivo di fondo di
dedicare più tempo alle persone e sempre meno alla macchina, sempre meno
all’automezzo. I nostri valori sono riassunti nella carta dei servizi, un’importante
assunzione di responsabilità nei confronti della collettività, che abbiamo
sottoscritto e presentato nel 2005. Oggi i nostri sforzi vanno verso
l’obiettivo di far privilegiare il gestore che aderisce a questo progetto.
Stiamo facendo una capillare opera di sensibilizzazione in tal senso sia per
aumentare il numero di operatori che la fanno propria sia per portare i clienti
ad esigerla. Ne va della loro salute, ma talvolta le logiche del prezzo vincono
e addirittura compromettono quelle della qualità. Per questa ragione – ha
concluso Vincenzo Scrigna - un successo del settore è dato dall’Ingresso di
Confida nel Tavolo di Lavoro Tecnico per la definizione di un “codice etico per
la commercializzazione di alimenti per l’infanzia” istituito dal Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.” Come si è visto, è il caffè il prodotto che stimola maggiormente
all’acquisto. Ma l’indagine del CENSIS rivela anche quali altri prodotti “meno
convenzionali” sarebbero graditi e consumati regolarmente dagli italiani se
fossero resi disponibili: caffè al ginseng e d’orzo (per il 18,7% degli
utilizzatori abituali della distribuzione automatica), yogurt (12,1%), frutta o
verdura (10,9%), prodotti a basso contenuto calorico (10,2%), prodotti del
commercio equo e solidale (7,8%), prodotti biologici (7,6%), prodotti tipici
regionali (6,2%) e infine piatti pronti (4,7%). Molto buona la valutazione in
termini generali e complessivi sui distributori utilizzati. In una valutazione
da 1 a 5, hanno voto ottimale la praticità (4,51), l’accessibilità e il
posizionamento (4,25), la pulizia e l’igiene (4,08). Nessun fattore critico di
successo ha valutazioni inferiori al 3. Il voto più basso è assegnato al design
e all’aspetto estetico con un 3,81. Da segnalare il voto di 3,94 per il prezzo
di vendita competitivo, 3,95 per la varietà e l’assortimento, 3,93 per la
qualità dei prodotti e 3,91 per la funzionalità. In termini di possibili
sviluppi strategici, i consumatori utilizzatori segnalano alcuni indirizzi: per
il 41,7% una variabile critica di successo è rappresentata dal proporre una
maggiore qualità e varietà dei prodotti, il 20,3% apprezzerebbe un ambiente più
confortevole dove consumare, il 17,5% auspica una maggiore diffusione dei
distributori, il 10,6% sollecita migliori performance di efficienza, l’8,1%
soluzioni di pagamento innovative, infine il 5,2% macchine più belle e semplici
da usare. “In
anni passati, il grande vantaggio era costituito dal fatto che il terreno era
del tutto fertile - ha dichiarato Marco Monaco, presidente di Venditalia -
negli anni Settanta ogni tipo di capacità veniva premiata con relativa
facilità. Una situazione di straordinarie potenzialità, che ha consentito al
settore di crescere per lungo tempo con numeri a due cifre. Oggi il mercato è
molto diverso e va verso la saturazione sui luoghi di lavoro, enormi invece
sono le potenzialità sui luoghi aperti al pubblico”.