“Finalmente, dopo sette
mesi di dati negativi, agosto ha fatto registrare per il comparto alberghiero
un primo timido segnale di ripresa, che tuttavia non ci può far dire di essere
usciti dal tunnel”. È il commento del presidente di Federalberghi-Confturismo,
Bernabò Bocca, ai risultati dell’indagine svolta dalla Federazione che
indica come nel mese scorso sia stata ottenuta la migliore performance dall’inizio dell’anno,
con un +2,3% di pernottamenti tra italiani e stranieri, mentre il numero di
lavoratori occupati è sceso del 2,4% (di cui -2,3% di lavoratori a tempo
indeterminato ed il -2,5% di lavoratori a tempo determinato). I dati
consolidati da gennaio ad agosto, però, registrano un eloquente -5,1% di
presenze alberghiere tra italiani e stranieri e un -5,1% di lavoratori occupati
(di cui -4,5% lavoratori a tempo
indeterminato e -6,1% lavoratori a tempo determinato).
“Pur non avendo ancora i dati scomposti - prosegue Bocca - sappiamo per certo
che il merito della crescita di presenze è determinato dalla clientela
italiana, che ha concentrato quest’anno più che mai le ferie nel mese di
agosto, scegliendo soprattutto l’Italia. Il calo degli occupati, però, ha
comportato e continuerà a comportare per i prossimi mesi squilibri nel livello
qualitativo delle imprese ricettive, vessate peraltro da una drastica riduzione
dei fatturati”.
“A questo punto - conclude
Bocca - è indispensabile un atto di coraggio politico che porti l’Esecutivo a
prendere seriamente in esame un allineamento dell’Iva ai livelli di Francia e
Spagna (rispettivamente al 5,5% ed al 7%) e, per frenare l’emorragia di
lavoratori, occorre almeno l’estensione del cuneo fiscale per i lavoratori a
tempo determinato, affiancato da ulteriori misure volte a ridurre il costo del
lavoro in generale”.