Cnel: nel 2009 i disoccupati in Italia potrebbero
arrivare a 460 mila
Tracciato dal Rapporto del Cnel
il futuro del mercato del lavoro. La disoccupazione in Italia continuerà ad
aumentare e se il ricorso alla Cassa Integrazione nell'ultimo bimestre ha registrato
un rallentamento, resta comunque su livelli assoluti molto elevati, a
testimonianza della profondità della crisi. Per il 2009 è prevista una perdita
di posti di lavoro tra le 620mila e le 820mila unità. Il tasso di
disoccupazione a fine anno potrebbe collocarsi poco al di sotto del 9 per
cento. Cruciali - secondo il Cnel
- nel determinare le caratteristiche e l'intensità della ripresa saranno
gli ultimi mesi del 2009 e i primi del 2010.
Per questo motivo nei prossimi
mesi potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere
ancora più flessibili i sostegni al reddito così come diventa determinante
anche l'impulso che le stesse parti sociali e le autorità regionali potranno
dare agli strumenti in loro possesso (enti bilaterali, fondi
interprofessionali, risorse regionali e soprattutto comunitarie).
Prefigurare conclusioni sul
futuro del welfare in Italia è al
momento prematuro. Ma alcuni elementi di questo Rapporto sul mercato del
lavoro devono essere sottolineati.
Il sistema degli ammortizzatori sociali, controllato dalle parti sociali e a
cui concorrono ora anche le
Regioni, si dimostra secondo il Cnel più adeguato nel fronteggiare una congiuntura negativa come quella attuale
perché consente di preservare meglio il capitale umano. Il cosiddetto tasso
di copertura, nelle diverse
modalità di calcolo, dimostra che gli
interventi condotti negli ultimi anni hanno allargato la platea di beneficiari.
Il Cnel, peraltro, introduce un
ulteriore indicatore per valutare
l'efficienza del sistema di ammortizzatori, il tasso di sforzo, che consente di
sostenere che la spesa di sostegno ai redditi comincia ad avvicinarsi a quella
dei principali paesi europei, rispetto ai quali il divario tuttavia rimane
significativo. Le caratteristiche assicurative e contributive del sistema di
ammortizzatori sociali, non potendo essere applicate a chi non ha determinati
requisiti minimi, lasciano parzialmente scoperti alcuni settori. Il Cnel
ritiene quindi che una riforma degli ammortizzatori sociali debba tenere conto
di alcuni elementi: a) le condizioni di accesso ai sostegni al reddito e le
compatibilità di un livello di carattere universale con i costi in termini di
sostenibilità finanziaria; b) il riorientamento della formazione, ancora oggi
troppo slegata dai bisogni reali del mercato del lavoro, verso i cosiddetti
green jobs o white jobs (lavori
legati ai servizi
socio-sanitario-assistenziali alla persona o alle famiglie) c) un
sistema di tutele e sostegni al reddito per il lavoro indipendente, la vittima
più significativa di questa crisi.