Prezzi: Confcommercio a Coldiretti, “analisi sempre
parziali, stop alle polemiche”
Non si arresta l’offensiva di Coldiretti contro il mondo del commercio. Questa volta l’ambito scelto è quello europeo. A Bruxelles si è tenuto il Forum internazionale Coldiretti/Studio Ambrosetti sull’andamento dei prezzi, con la partecipazione del Commissario europeo per l'Agricoltura Mariann Fischer-Boel e il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia. Occasione troppo ghiotta per il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, che infatti ha voluto sottolineare che “i prezzi alimentari al consumo in Europa sono in media cinque volte più alti di quelli alla produzione, ma la situazione si aggrava in Italia che e' l'unico paese dove si e' registrato nel 2009 un aumento dei prezzi per latte e formaggi nonostante il crollo delle quotazioni alla stalla”. Anche in questo caso però è giunta immediata la replica di confcommercio, cifre alla mano. “Le analisi della Coldiretti, sono sempre parziali – osserva l’Ufficio Studi Confcommercio – perché le modalità di rilevazione dei prezzi all’origine ed al consumo non sono omogenee in termini di prodotto e di prezzo osservato - per l’origine, infatti, non si considerano le imposte, i costi del trasporto, ecc. normalmente inclusi nel prezzo praticato al consumatore finale risultando, quindi, privo di reale significato il concetto che dal campo, o dalla stalla, fino alla tavola il prezzo viene moltiplicato”. “E con riferimento ai prodotti lattiero-caseari – prosegue l’Ufficio Studi - il confronto europeo mette in evidenza come nell’ultimo anno i prezzi al consumo, nonostante le forti spinte provenienti dall’origine, siano aumentati in Italia in misura significativamente più contenuta rispetto a quanto accaduto in Germania e Spagna: in Italia, nel 2008, nella fase più critica, gli aumenti per il latte e i latticini sono risultati, infatti, inferiori al 9% a fronte di incrementi superiori al 21% in Germania e del 17% in Spagna (dati riguardanti l’indice armonizzato in sede europea sui prezzi al consumo). E addirittura nel dicembre scorso nel nostro Paese le variazioni congiunturali dei prezzi del latte hanno registrato il segno meno. In altre parole, i prezzi al consumo del latte si stanno riducendo”. “Nessun elemento patologico si ravvisa, dunque – continua confcommercio - nella struttura distributiva del latte. I gravi problemi riguardanti la produzione e l’importazione della materia prima non dovrebbero essere attribuiti, pertanto, alle fasi a valle, che nulla hanno a che fare con le questioni relative all’approvvigionamento di materia prima. Aspetti contraddittori invece, si riscontrano nella citata risoluzione del Parlamento europeo sui prezzi dei prodotti alimentari dove, con toni eccessivamente demagogici, si richiama una presunta posizione di dominio del settore della grande distribuzione rispetto a tutti gli altri attori della filiera contraddicendo, peraltro, alcune conclusioni cui era giunta la stessa Commissione Europea. Nel documento, si invocano, infatti, improbabili euro-provvedimenti come la creazione di una linea telefonica diretta per i consumatori e i produttori agricoli in cui essi possano riferire i casi di abuso”. “Confcommercio – conclude la nota - si augura che in Italia si possa presto giungere a una condivisa analisi delle questioni che frenano la produttività dei fattori di produzione, i redditi e quindi il benessere dei cittadini, al fine di impostare azioni efficaci per la rimozione dei difetti strutturali che rendono così esigua la crescita economica nei momenti di espansione internazionale e così gravi le recessioni nei momenti di ciclo negativo”.