Secondo i dati Isat, nel 2008 il
deficit della bilancia commerciale extra-Ue italiana
è salito a 21,42 miliardi di
euro. Il 2007 si era chiuso con un rosso di 15,192 miliardi. A pesare è stato
soprattutto il costo dell'energia. Al netto dei prodotti energetici l'anno si
sarebbe chiuso con un avanzo di 39,974 miliardi contro l'attivo di 33,494
miliardi registrato nel 2007. Nel dettaglio, le esportazioni sono aumentate del
6,1% e le importazioni del 9,4%. Il solo mese di dicembre si e' chiuso con un
deficit pari a 66 milioni contro un disavanzo di 1,118 miliardi segnato nello
stesso mese del 2007. Le esportazioni sono cresciute del 5,4% su base annua,
mentre le importazioni sono diminuite del 3,3%. Su base congiunturale, l’export
è salito del 2,1%, mentre l'import è sceso del 2,3%. In particolare, per quanto
riguarda i minerali energetici, che riguardano prevalentemente petrolio greggio
e gas naturale, e il cui peso sul totale delle importazioni dai Paesi extra Ue nel 2008 è stato pari al
35,7% (30,9% nel 2007), il disavanzo è risultato pari a 61.394 milioni di euro,
in aumento rispetto al deficit di 48.687 milioni di euro del 2007.