“Invitiamo
il ministro per il Turismo a soprassedere alla presentazione del provvedimento,
dichiarandoci responsabilmente disponibili ad affrontare il tema dell’apertura
di nuove case da gioco in modo completo, ribadendo la piena e totale
disponibilità a fornire un contributo alla discussione e alla necessaria,
propedeutica, approfondita istruttoria”. E’ il commento di Federgioco,
l’Associazione che riunisce i quattro casinò operanti in Italia.
In ogni
caso, Federgioco “ritiene di dover stigmatizzare – si legge in un comunicato -
il metodo con il quale si vuole giungere all’adozione di un simile
provvedimento, contestando il ricorso ad uno strumento, quale il decreto legge,
connotato da ben altri requisiti di necessità e urgenza rispetto alla materia
qui trattata, posto che le fattispecie penali di cui agli artt. 718 e ss.,
che vietano l’esercizio del gioco d’azzardo, rispondono all’interesse della
collettività a vedere tutelati la sicurezza e l’ordine pubblico, in presenza di
un fenomeno che si presta a fornire l’habitat ad attività criminali”.
“È
inoltre noto – prosegue la Federazione - che le quattro case da gioco stanno
attraversando una congiuntura particolarmente negativa, dovuta alla crisi
economica e ad una progressiva trasformazione del mondo del gioco”.
Federgioco
sottolinea, infine, come “un provvedimento di tale impatto coinvolga, anche a
livello ministeriale, referenti diversi, quali il Ministero degli Interni e il
Ministero dell’Economia, da sempre vigili e cauti su tale materia e sul
possibile proliferare incontrollato del gioco d’azzardo sul territorio
italiano, al di fuori di un rigido sistema di controlli, quale quello imposto
alle quattro case da gioco esistenti”.