L’industria dei Viaggi e del Turismo in Italia
contribuisce per circa il 4% alla formazione del Pil ma se si considerano anche
i settori indirettamente coinvolti la percentuale sale al 9,6%. Allo stesso
modo l’industria diretta sostiene il 4% dell'occupazione, mentre il tasso di
occupazione indiretto sale a quasi all’11%. Tuttavia sia la spesa del governo
sia gli investimenti sono inferiori alla media mondiale. Di questo, e più in
generale degli effetti della crisi e della competitività delle imprese turistiche
italiane, si è parlato nel Forum Italiano del Turismo “Effetti della crisi e la
prospettiva per il turismo italiano” che si è tenuto a Sanremo l’11 e il 12
dicembre. Secondo la WTO, nella classifica dei 10 Paesi maggiormente
interessati dagli arrivi turistici internazionali l’Italia è al quinto posto,
dopo la Cina, ma mantiene la quarta posizione per giro d’affari, che nel 2008 è
aumentato del 7,2% rispetto al 2007. Secondo Travel & Tourism
Competitiveness Index 2009 (World Economic Forum) l'Italia si trova per
competitività al 28esimo posto su un campione di 133 Paesi (ai primi 3 posti:
Svizzera, Austria e Germania) e solo in due aree è nei top 10: infrastrutture
turistiche e risorse culturali. In alcune aree strategiche per il turismo,
invece, l'Italia si trova sempre dopo la 30esima posizione come per priorità
del turismo nell'agenda del Paese e infrastrutture di trasporto via terra. Il
risultato peggiore si registra nella competitività dei prezzi del settore
Viaggi&Turismo dove l'Italia si trova al 130esimo posto. Altro capitolo da
sviluppare è quello legato alla capacità di proporre pacchetti adeguati a
quanto turisticamente offre il Paese. La distribuzione di prodotti turistici in
Italia, infatti, è molto più frammentata rispetto ai paesi europei e presenta
una numerosità in aumento con 12.698 agenzie presenti sul territorio nel 2008,
(+6% sul 2007). Anche il ruolo di internet nella distribuzione è sottovalutato:
l'Italia è un Paese che sfrutta poco internet come canale di acquisto. Anche se
in Italia il turismo è il settore che traina l’ecommerce e registra alti tassi
di crescita. Il turismo da solo genera il 55% delle transazioni online
italiane. Il valore medio degli ordini online nel turismo è di circa 300 euro.
Da potenziare e migliorare poi anche la ricezione che come indicato dal
direttore generale di Federalberghi Alessandro Cianella deve concentrarsi su
tre punti fondamentali: qualità,la formazione e commercializzazione. Riguardo
la qualità con Ambrosetti Federalberghi ha studiato un nuovo sistema di qualità
che “sarà implementato attraverso un accordo con il sistema delle camere di
commercio rendendolo estremamente accessibile a tutte le imprese”, ha
dichiarato Cianella. Sulla formazione invece Cianella ha ricordato che il
sistema Confcommercio, attraverso il fondo di formazione Forte, ha messo a
disposizione delle imprese alberghiere 90 milioni di euro per finanziare la
formazione, “una occasione che occorre cogliere al volo”. Infine sulla
commercializzazione, in partnership con l'azienda leader mondiale in questo
settore, Amadeus, “abbiamo realizzato il portale di prenotazione che si candida
a schiudere alle nostre imprese le porte di un mercato che rappresenta il
futuro”.