Secondo una ricerca del Cermes dell’Università Bocconi,
presentata a Milano da Federdistribuzione, un
raddoppio delle aperture domenicali e festive dei negozi rispetto alla
situazione attuale (16 in media all'anno) porterebbe a una crescita dei
consumi, alimentari e non, di 3,96 miliardi di euro (+1,79% rispetto ai 220,9
miliardi del 2008), corrispondente allo 0,25% del Pil. Oltre agli aspetti
puramente economici, la ricerca evidenzia anche la forte richiesta dei
consumatori per le aperture nei giorni festivi: dal 2006 al 2008 e'
cresciuta la percentuale degli italiani che fanno acquisti alla domenica perché
non hanno tempo negli altri giorni. “Parlando
di aperture domenicali e festive - ha detto Roberto Ravazzoni, responsabile
dello studio - sono in molti a ritenere che si tratti di un problema secondario
nell’attuale contesto di mercato. In realtà, dall'analisi svolta sul campo è
emerso che rivestivano già nel 2006 e continuano ad avere un ruolo tutt’altro
che marginale per le famiglie e le persone”. “Il presupposto è che nella
società contemporanea, in particolare per le donne lavoratrici e gli occupati
fino a 44 anni, il fattore tempo condizioni in maniera significativa i
comportamenti degli individui e le dinamiche di mercato”. “Maggiore libertà
d'impresa - ha aggiunto Paolo Barberini,
presidente di
Federdistribuzione - non significa chiedere una deregulation totale,
determinare un mondo dove vince solo il più forte. Per noi significa creare i
presupposti affinché le esigenze delle istituzioni, dei cittadini e della
società nel suo complesso vengano soddisfatte nel modo più efficiente ed
efficace possibile, regolamentando per norme gli aspetti necessari, creando un
apparato amministrativo snello ed efficiente, ma
lasciando che domanda e offerta
di prodotti e servizi trovino un punto di equilibrio che massimizzi la
soddisfazione per entrambi”.