Secondo un’indagine della Fipe,
gli italiani spenderanno circa 434,7 milioni di euro al ristorante per il
cenone di Capodanno. Rispetto al 2008 ci sarà un calo dell'1,8% rispetto al
precedente anno ma solo per effetto del contenimento dei prezzi (oltre il 30%
dei ristoratori ha ridotto i prezzi per intercettare un più ampio spettro della
domanda). “Dopo un anno ancora pesante per il settore, che ha registrato
l’uscita mesta dal mercato di oltre 16.000 piccole imprese di bar o ristorante
prive di qualsiasi sostegno pubblico, durante queste Festività di fine d’anno
sobrie ma non di crisi - ha commentato il presidente Lino Enrico Stoppani - gli
operatori si fanno in quattro per consentire agli italiani di ritrovarsi con
spensieratezza in compagnia di famigliari e amici nei tanti locali pubblici
aperti per l'occasione, con la speranza che i timidi segnali di ripresa
dell'economia si riflettano più direttamente sulle famiglie in modo da
consolidarli anche sull’economia reale”. Il classico “cenone + veglione” costerà
in media 81,10 euro, cioè il 2,9% in meno rispetto al prezzo del 2008. Saranno
quasi 5,6 milioni le persone che sceglieranno il ristorante per consumare il
cenone fino a notte inoltrata con
una modesta ma incoraggiante crescita rispetto allo scorso anno (+ 1,1% sul
2008). Non a caso oltre il 90% ha
già deciso dove trascorrerà il Capodanno, mentre per gli altri si profila una
decisione last minute, ma che sembra comunque essere orientata alla scelta di
un locale esterno, piuttosto che all'interno delle case. Un ristoratore su due
intende rafforzare la proposta gastronomica con ricette più semplici o
tradizionali (otto ristoranti su dieci serviranno spumante) che in casa non si
è più soliti cucinare, ma privilegiando sempre prodotti nazionali o del territorio
anche tra quelli senza Dop o Igp, selezionati con cura e competenza dagli chef.
Il servizio sarà preferibilmente “all inclusive” (formula che garantisce rispetto della qualità delle pietanze e
al tempo stesso dei tempi di servizio), ma non mancheranno locali, soprattutto i più prestigiosi, in
cui sarà possibile ordinare “a la carte”. Complessivamente circa 400.000
addetti fra cucina e sala cercheranno di far passare agli italiani a S.
Silvestro una serata “speciale” nei sessantaquattromila ristoranti aperti
(87,6% del totale) con un incremento del 1,6% rispetto alle aperture dello
scorso anno.