Franceschini: “interventi strutturali e di emergenza
per aiutare le Pmi”
Il segretario del Pd, Dario
Franceschini, è intervenuto ai
lavori della prima giornata del Forum Confcommercio di Cernobbio. Franceschini
ha subito voluto sottolineare che la “crisi globale che stiamo vivendo non è
certo colpa del governo ma l’impatto che questa crisi ha sulle economie
nazionali dipende proprio dalle misure che i governi sono capaci di mettere in
campo”. “Il ministro Tremonti – ha osservato il leader del Pd – ha sempre
rivendicato di aver visto prima di tutti questa crisi. Bene, non si capisce
però perché poi abbia messo tante risorse, che oggi avrebbero davvero fatto
comodo, per l’eliminazione dell’Ici”.
Franceschini ha
osservato che l’esecutivo dovrebbe mettere senza reticenze i cittadini davanti
alla crisi e invece “la copre negandone l’esistenza”. Secondo il segretario del
Pd, per affrontare la situazione “servono
interventi strutturali e intereventi d’emergenza”. “Per fare questo – ha
continuato Franceschini – serve fare una gerarchia delle debolezze. Ci sono
quelli che stanno perdendo il lavoro: dipendenti e piccole imprese. C’è un quadro
drammatico che ci viene dal mondo dell’associazionismo. Gente in fila nelle
mense: impiegati che hanno perso il posto di lavoro che si vergognano. Su questo
destra e sinistra non c’entrano, bisogna darsi da fare insieme”. “Noi abbiamo proposto un contributo di
solidarietà del 2% dell’Irpef sui redditi da centoventimila euro per rifinanziare
il fondo dei comuni o per sostenere le associazioni”. “Le persone che perdono il posto di
lavoro – ha continuato Franceschini - quando escono non hanno forme di
protezione. Bisogna fare la riforma degli ammortizzatori ma nel frattempo
bisogna pensare concretamente ai ,loro fabbisogni. Gli assegni di
disoccupazione che avevamo proposto prevedono una spesa di 5-6 miliardi, che ci
sono. In questo modo si risolvono i problemi di sopravvivenza delle persone e
contemporaneamente si aiutano i consumi”.
“Per il commercio – ha detto il leader del Pd - bisogna intervenire nel sistema del
credito: una banca che ha paura chiude prima la porta a cento piccole imprese
prima di farlo con una grande impresa”. “Le banche – ha poi aggiunto
Franceschini - sono state aiutate dallo Stato perché aiutino le imprese e i
cittadini”. “Poi ci sono le misure per il commercio nell’emergenze: noi
proponiamo di far scendere l’acconto
delle imposte di giugno dal 40 al 20 per cento e creare un fondo di garanzia
garantito dallo Stato per avviare un credito a medio termine”. Altro strumento secondo
Franceschini, il recupero dall’evasione fiscale: “110 miliardi di evasione
fiscale sono assurdi, basterebbe recuperarne il 10% e si potrebbero finanziare
tutte le cose che stiamo dicendo”.