“Un Patto europeo per uscire dalla crisi”
Politiche a sostegno della crescita, della competitività e
dell’innovazione delle Pmi, una burocrazia meno complicata e meno costosa,
maggiore concorrenza ed una effettiva liberalizzazione del mercato energetico,
attuazione dello Small Business Act Europeo per la
valorizzazione dell’impresa
diffusa, armonizzazione e coordinamento delle politiche fiscali. Q”Pensare e
agire innanzitutto in piccoloueste,
in sintesi, le principali proposte contenute in una lettera aperta che
Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, ee Confesercenti
- in rappresentanza di oltre 2,8 milioni di micro, piccole e medie imprese -
hanno rivolto ai candidati italiani in vista delle prossime elezioni per il
Parlamento Europeo. Occorre un impegno straordinario –
si legge nel documento - per
dare al Piano europeo
di Ripresa Economica della CE Commissione Europea un livello di spesa e di
articolazione degli interventi che possa restituire fiducia alle imprese, ai
lavoratori, alle famiglie e dare ai cittadini europei il senso di appartenenza
ad una Istituzione che “fa la differenza” perché è in grado di assicurare un
sistema più trasparente, equilibrato ed equo in tutti i settori della vita
economica e sociale. Le Pmi europee (circa 23 milioni) rappresentano il 99,8 %
di tutte le imprese europee (circa 23 milioni)ed il 67,1% dei posti di
lavoro nel settore privato costituendo, quindi, la struttura portante dell’economia reale e dei
processi di sviluppo territoriali. che semprel’Europa,sua Per
questonoi
ci auguriamo che –
sostengono le cinque Organizzazioni - è indispensabile un “patto europeo” per
le Pmi per uscire dalla crisi che abbia come presupposto un impegno serio e
continuativo affinché nella la nuova
legislatura ci siano
un’attenzione e un’azione molto piùefficace incisive e continuative da parte del
Parlamento Europeo e, con il suo impegno, di tutte le Istituzioni europee micro e
piccole imprese.
Un “patto” – secondo il documento,
consultabile integralmente sui siti internet delle Organizzazioni – incentrato
su alcuni punti chiave, tra cui: valorizzazione del sistema delle Pmi italiane ed europee quale naturale attore commerciale, politico e sociale a livello
mondiale;
sviluppo delle politiche a sostegno della ricerca e innovazione, anche in
materia di green economy; un più facile Perché ciò
sia possibile occorre un Patto Europeo in grado di promuovere una politica industriale e dell’innovazione che
abbia a cuore gli interessi e le esigenze delle imprese europee, specie quelle
di medie e piccole dimensioni che risentono maggiormente della crisi
finanziaria, ma che sappia anche guardare al riposizionamento delle leadership
industriali e tecnologiche che verranno a determinarsi in conseguenza dei
cambiamenti imposti dalla crisi attuale.”Pensare e
agire innanzitutto in piccoloIl miglioramento delaccesso
al credito,il con lal’attivazione di una forma di contro-garanzia
europea dei consorzi fidi e lo sblocco dei fondi BEI con destinazione
prioritaria e diretta alle Pmi; accelerazione dei tempi di pagamento da parte
delle pubbliche amministrazioni e riduzione - nella misura del 25% ed entro il
2012 - degli oneri burocratici
; revisione delle aliquote IVA a sostegno delle attività
ad alta intensità di manodopera, dell’offerta turistica italiana e la
possibilità di una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno; riduzione degli
oneri amministrativi in materia ambientale attraverso la semplificazione
dell’apparato regolatorio; realizzazione di una maggiore concorrenza del
mercato interno con il perseguimento di una effettiva liberalizzazione dei
servizi energetici; rafforzamento delle politiche in materia di infrastrutture,
trasporti e logistica; modernizzazione del mercato del lavoro e della
formazione con l’introduzione di nuove dosi forme di flessibilità
regolata a sostegno dell’occupazione; inserimento del terziario (commercio,
turismo e servizi) nei programmi per la Ricerca e l’Innovazione; adozione di
politiche improntate alla valorizzazione del capitale umano e dell’istruzione.