Sangalli: “Crisi di sistema, e’ ora di aprire una nuova
fase”
Un’attenta analisi della crisi in corso nel mondo e in
Italia ha trovato ampio spazio nella relazione del presidente della
Confcommercio, Carlo Sangalli, nella sua relazione all'assemblea annuale della
confederazione. Una recessione che per Sangalli è una “crisi di sistema” perché
tanti sono stati i fallimenti, della finanze e del mercato, della
globalizzazione. Una crisi “violenta”
e con “effetti profondi” ma che “per fortuna, pur tra limiti e
contraddizioni, e' stata governata”. Sangalli, che ha sostanzialmente approvato
le misure assunte dal governo per fare fronte alla crisi, auspica tuttavia
“ulteriore vigore per preparare il Paese a quando sarà passato il peggio”. Una
crisi che, secondo Sangalli, segna
la conclusione di una fase storica e, soprattutto, richiede un’altra fase in
cui si apra “la necessità di ricostruire crescita e sviluppo sotto il segno di
una maggiore attenzione alle ragioni del lavoro e dell’economia reale; di
costruire istituzioni e regole coerenti con la nuova geografia della crescita e
dello sviluppo nell'economia globalizzata e con le sfide che da essa
discendono”. Allo stesso tempo, il presidente di Confcommercio ritiene più che
mai “attuale la necessità di un rapporto tra banche ed imprese, soprattutto tra
banche e piccole e medie imprese, che assuma le caratteristiche di una vera e
propria partnership e che valorizzi, in particolare, il ruolo dei consorzi
fidi. Insomma, meno Basilea 2 e più attenzione a quella relazione di prossimità
tra banca ed impresa, che ha così profondamente e positivamente agito nella
storia dei processi di sviluppo territoriale del nostro Paese”. Per Sangalli,
“il pessimismo certo non aiuta. Non aiuta, anzitutto, ad accogliere la
sollecitazione, formulata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
nel suo messaggio di fine anno, a fare della crisi un'occasione per costruire
un'Italia più prospera e più giusta. Ma il realismo e' doveroso. Ed il realismo
dice che, con ogni probabilità, i tempi della fuoriuscita dalla crisi non si
discosteranno, nel nostro Paese, da quanto stimato, a livello mondiale, dal
Fondo Monetario Internazionale”. “Conforta, intanto, il fatto che alcuni
indicatori inizino ad evidenziare almeno una decelerazione della crisi. E
condividiamo anche - prosegue Sangalli - l'analisi che segnala come il nostro
Paese abbia, rispetto allo shock abbattutosi sui mercati finanziari ed alla
conseguente crisi di domanda, qualche buon punto di tenuta: la maggiore
solidità di un sistema bancario tradizionalmente più prudente; il risparmio
delle famiglie; la flessibilità adattativa e la dinamicità delle piccole e
medie imprese; il sistema di sicurezza sociale opportunamente potenziato, a
contrasto della crisi, attraverso una maggiore inclusività degli ammortizzatori
sociali”. “Ma pesano, a discapito del Paese e delle sue prospettive di ripresa,
ritardi strutturali di lungo periodo sul terreno dei fattori di produttività e
di competitività ed i problemi strutturali della finanza pubblica. La sostanza
dell'Italia al tempo della crisi si può provare a raccontarla attraverso una
metafora 'atletica', costruita attingendo alla disciplina della corsa ad
ostacoli. Nella corsa ad ostacoli della crescita, infatti, l'Italia e' come un
partecipante che, da tempo, era stato distaccato da concorrenti più veloci”.
“Tutti i partecipanti alla corsa – ha osservato Sangalli - sono inciampati
nell'ostacolo della crisi. L'impatto e' stato più violento e la caduta e'
risultata più rovinosa per chi procedeva con maggior slancio, e si dovrà ora
rialzare e riprendere la corsa senza potere far conto sul doping”. Sangalli ha
rilevato che “per l'Italia, che non aveva un ritmo impetuoso, l'impatto contro
l'ostacolo della crisi e' stato forse meno forte rispetto a qualche suo
concorrente. Ma certamente, quando la corsa riprenderà, l'Italia rischia,
ancora una volta, di rimanere indietro, anche perché, questa volta, l'effetto
scia del plotone di testa sarà assai più modesto”. Tornando alle misure prese
dal Governo, Sangalli ha approvato “l’azione di risposta alla crisi concentrata
sui fondamentali: la stabilizzazione della finanza pubblica; il bonus fiscale,
ed il potenziamento degli ammortizzatori sociali secondo un'impostazione volta
a mantenere solido il rapporto tra lavoratori ed imprese; il rafforzamento
patrimoniale del sistema bancario; il potenziamento del Fondo centrale di
garanzia e le nuove missioni di Cassa Depositi e Prestiti e di Sace per
contrastare il pericolo della stretta creditizia; l'Iva per cassa e la maggiore
tempestività dei rimborsi fiscali. Ancora, l'impulso all'accelerazione della
spesa infrastrutturale ed all'edilizia”. Il presidente di Confcommercio ha
quindi fatto nuovamente cenno alle banche: “non chiediamo certamente di
rinunciare alla loro fondamentale missione di selezione del merito di credito.
Chiediamo, però, che essa venga davvero esercitata con quella lungimiranza
richiamata dal Governatore Draghi nelle Considerazioni finali di quest’anno”.
“Partnership tra banche ed imprese – ha spiegato - per contrastare fenomeni di
credito a due velocità: più veloce nei confronti di grandi gruppi ed assai meno
celere per le piccole e medie imprese. Per scongiurare rischi di asfissia
finanziaria. Per evitare, ora, che l'abolita commissione di massimo scoperto
risorga, sotto altre spoglie, dalle sue ceneri”. Ciò non toglie, secondo
Sangalli, la necessità “di compatibili misure di riduzione del prelievo fiscale
sui redditi da lavoro: per sostenere la domanda interna ed i consumi delle
famiglie, e per contrastare così la spirale pericolosa tra crisi dei consumi e
crescita della disoccupazione”. “Ma, con una prospettiva più ampia, la nostra
sollecitazione è soprattutto quella di perseverare nel cantiere delle grandi
riforme strutturali”. “Perseverare nell'azione di valorizzazione del merito e
della responsabilità, a partire dalla scuola e dall'università, perseverare
nelle liberalizzazioni ancora necessarie, con particolare riguardo ai servizi
pubblici locali ed ai mercati dell'energia. Perseverare nel processo di
innalzamento dell'efficienza della giustizia e nella costruzione di un'Italia
civile ed accogliente, perché capace di tutelare con rigore sicurezza e
legalità, e di farlo anche con il determinato contrasto della clandestinità,
così come di ogni forma di contraffazione e di abusivismo”. I commercianti
spingono anche per un impegno ulteriore nella sicurezza e legalità e nel
miglioramento della qualità e produttività dell'operato della funzione
pubblica. “Viste anche le prospettive di crescita del debito, la spesa pubblica
andrà, infatti, sempre di più controllata, riformata ed anche ridotta, mettendo
in campo dei veri e propri indicatori, concreti e misurabili, dei risultati del
suo utilizzo”. “Un miglior uso delle risorse pubbliche ed una migliore qualità
dei servizi pubblici possono concorrere in modo determinante ad un rinnovato
'patto fiscale' con i cittadini, nello scenario del federalismo fiscale che
verrà. Questo patto richiede certo determinazione nel contrasto e nel recupero
di evasione ed elusione. Ma anche, appunto, chiarezza di finalità nel ricorso
alla spesa pubblica, impegno alla gestione rigorosa delle risorse ed al
miglioramento delle prestazioni, ed una credibile prospettiva di riduzione
della pressione fiscale complessiva. Fisco giusto e meno tasse: e' un obiettivo
che non deve essere accantonato: sarà soprattutto la capacita' degli studi di
settore, revisionati in considerazione dell'impatto della crisi, di meglio
garantire il diritto di ciascun contribuente alla tassazione sulla base del
reddito effettivo e non potenziale e stimato, a dare il segno della volontà di
continuare a lavorare per un simile patto fiscale”. Sangalli ha chiesto “che
vengano rivisti aspetti particolarmente penalizzanti, proprio in questa fase di
crisi, della disciplina Ires, come i limiti posti alla deducibilità degli
interessi passivi. E sollecitiamo il varo di misure di detassazione degli utili
reinvestiti. Senza dimenticare, poi, il nodo del progressivo superamento
dell'Irap”. Sul fronte del lavoro, Confcommercio sollecita il varo di misure
come il "premio di occupazione" "per le imprese che assumano
lavoratori in cassa integrazione o che rinuncino a procedere a licenziamenti o
a far ricorso alla cassa integrazione, e gli "incentivi all'autoimpiego",
ossia la capitalizzazione dei sussidi per lavoratori che usufruiscono di
ammortizzatori sociali e decidano di avviare un'attivita' autonoma".
Occorre inoltre "un sistema di ammortizzatori pienamente inclusivo di
tutto il mondo del lavoro e fortemente orientato al re-inserimento
occupazionale, anche attraverso efficienti processi di formazione
continua". "Ritroviamo tutto questo nel recente Libro bianco sul
futuro del modello sociale, predisposto dal Ministro Sacconi. Lo ritroviamo e
lo condividiamo". Un capitolo a parte concerne gli investimenti:
"Investire sul futuro per l'ambiente e l'energia come opzioni strategiche
fondamentali per favorire la crescita e lo sviluppo competitivo e sostenibile.
E' tempo, insomma - secondo Sangalli - di un ambientalismo del fare, che archivi
definitivamente la stagione dell'ambientalismo dei 'no' sempre e comunque.
Risparmio energetico, bioedilizia, mobilità sostenibile sono alcuni esempi, tra
i molti possibili, di questo nuovo ambientalismo, per il cui sviluppo nel
nostro Paese si sta impegnando il ministro Prestigiacomo. E all'ambientalismo
del fare, ci sembra ascrivibile anche l'impegno alla rapida definizione di
regole semplificate per la gestione delle apparecchiature elettroniche
usate". Per il commercio, "in cui la crisi congiunturale si somma ad
anni di stagnazione dei consumi, di forte pressione concorrenziale, di carenza
di politiche attive ed ora anche al dumping delle vendite dirette dei
produttori agricoli, la risposta non e' nell'arretramento delle ragioni della
concorrenza, ma nell'avanzamento di una politica per il commercio italiano, che
declini il riconoscimento del valore del pluralismo distributivo attraverso
impegni concreti per il rafforzamento della produttivita' del settore”. “Se ne
gioverebbero – ha detto Sangalli - le imprese e chi vi lavora.
Soprattutto, se ne gioverebbero i consumatori per via
dell'ulteriore impulso al costante miglioramento del rapporto qualita'/prezzo”.
“Investire sul futuro: soprattutto nel Mezzogiorno e per il Mezzogiorno, come
ha scritto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti l’unica conclusione
possibile e' che la nostra strategia fondamentale di permanenza in Europa
dipende dal rilancio del Sud. Si tratta, allora, di puntare sulla tanta qualità
che nel Mezzogiorno c'e', irrobustendo, anzitutto, il tessuto del suo capitale
sociale”. L'Italia e' "patria" per eccellenza delle micro, piccole e
medie imprese. “Per questo, abbiamo pensato di 'rilanciare'. E di fare, allora,
del 2009 il primo anno italiano delle Pmi, volendo con cio' segnalare - e' la
conclusione di Sangalli - che queste imprese costituiscono una grande risorsa
per contrastare la crisi e per tornare a crescere. Abbiamo rilanciato,
promuovendo un road-show che sta attraversando tutto il Paese. Ogni tappa e'
l'occasione per presentare il nostro Manifesto delle Pmi italiane e per
approfondirne un tema specifico”.