Sangalli:
“patto tra banche e imprese per evitare la stretta creditizia”
Alla
difficoltà crescente delle pmi nell’accesso al credito ed alla relativa caduta
del clima di fiducia delle imprese “bisogna rispondere con chiarezza e con
determinazione”. Lo ha sostenuto il presidente di Confcommercio, Carlo
Sangalli, nel suo intervento al tavolo di confronto tra l’Abi ed i
rappresentanti delle organizzazioni del commercio, dell'artigianato e dei
servizi. E’ un’esigenza che va perseguita
tramite un lavoro comune “continuo, strutturato e non formale” tra Associazione
bancaria ed Associazioni delle pmi, “che recuperi le originarie ambizioni che
avevano portato, nel 2004, all’istituzione dell’Osservatorio permanente sui
rapporti tra banche ed imprese”. L’obiettivo, ha continuato Sangalli, dovrebbe
essere quello di elaborare “comuni proposte operative.
sia per quel
che riguarda le relazioni dirette tra le banche e le imprese, quanto per
proporre ai decisori pubblici interventi utili a contrastare il rischio della
stretta creditizia”.
Come
“l’accelerazione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, la
valorizzazione del ruolo dei consorzi fidi e del fondo centrale di garanzia e
la facilitazione del consolidamento e della ristrutturazione del debito a
breve”.
“Al sistema
bancario – ha proseguito il presidente di Confcommercio - chiediamo di mettere
in campo tutta la propria professionalità e di rivalutare quell’esperienza
delle relazioni di prossimità tra banca ed impresa che ha così profondamente e
positivamente innervato la storia dei processi di sviluppo territoriale del
nostro Paese”. E’ comune interesse di banche imprese, infatti, “comprendere le
difficoltà delle pmi e cercare di individuare soluzioni meno scontate, ad
esempio, delle repentine richieste di rientro”
“Se oggi c’è
un patto da fare - ha concluso Sangalli - è anzitutto il patto tra banche ed
imprese. Sarebbe
la miglior risposta rischio dei rischi, ossia al rischio della stretta
creditizia”.