Secondo l’Isae, a dicembre la
fiducia dei commercianti italiani torna a scendere. Nel mese in corso
l’indicatore sintetico, considerato al netto della componente stagionale,
scende da 101,8 a 96,9, mantenendosi comunque sui valori medi dell’intero anno.
Tornano a calare, dopo il forte miglioramento registrato in novembre, le
aspettative sul volume futuro delle vendite e nuovi segnali negativi emergono
anche dai giudizi sull’andamento attuale degli affari. “Rispetto alla
rilevazione precedente - dice in una nota l'Istituto di studi e analisi
economica - le imprese si dichiarano più preoccupate per quanto riguarda anche
il volume degli ordini e quello dell’occupazione. Sul fronte dei prezzi, sono
valutate in rallentamento le tensioni inflazionistiche correnti, ma in
accentuazione, al contempo, quelle future. Disaggregando i risultati per
tipologia di vendita, la fiducia peggiora con riferimento ad entrambe i
circuiti. Nel dettaglio, l’indicatore destagionalizzato relativo alla
distribuzione tradizionale peggiora da 111,2 a 109,6, quello relativo al
circuito moderno passa da 89,6 a 84,4. In lieve calo a dicembre anche la
fiducia nei servizi di mercato. Il clima di fiducia, considerato al netto dei
fattori stagionali scende a -3 (da -2 dello scorso mese). Tra le variabili
componenti l’indice, si deteriorano sia le aspettative sugli ordini, sia quelle
sull’economia nel suo complesso; recuperano, per contro, i giudizi sugli
ordini. Alcune differenze emergono a livello settoriale e territoriale: il
clima recupera a -6 (da -8) nei servizi alle famiglie, sale a 8 (da -3) in
quelli finanziari e scende, per contro, nei servizi alle imprese (a -1, da 2).
Nel dettaglio territoriale, la fiducia recupera nel Nord Ovest (a -5, da -9) e
cala, per contro, nel Nord Est (a -2, da 2), al Centro (a -5, da -4) e al Sud
(a 1, da 9). Tra le variabili non componenti l’indice, sono in lieve calo sia
il saldo sull’occupazione corrente (a -8, da -7), sia quello sull’occupazione
attesa (-1, da 1).