Secondo l’Indicatore dei Consumi Confcommercio, a marzo
c’è stato un lieve recupero dei consumi pur con una riduzione annua dello 0,1%
in termini di quantità e risultando quindi meno negativo rispetto a quanto
registrato nel primo bimestre dell’anno (-2,3% a gennaio e –3,9% a febbraio).
Un dato che non è ancora sufficiente a determinare un’inversione di tendenza ma
fa ben sperare per i prossimi mesi. Il dato, infatti, è ancora influenzato da
una serie di elementi che non permettono di identificare con chiarezza se la
fase più negativa dei consumi possa considerarsi ormai superata; anche la
variazione congiunturale, che ritorna positiva dopo quattro mesi, non consente
un recupero dei livelli di fine 2008.
A supportare la tesi di un andamento meno sfavorevole della domanda
delle famiglie nei prossimi mesi, vi è anche la ripresa registrata nel mese di
aprile del clima di fiducia tornato sui valori di fine 2007. Elementi, sia pure
non univoci, di stabilizzazione della situazione economica provengono anche
dall’indagine rapida di Confindustria di aprile 2009. La produzione industriale
ha registrato, dopo 11 mesi di continue riduzioni, un modesto incremento in
termini congiunturali (+1,5%) a cui si contrappone, peraltro, una contrazione
degli ordinativi dello 0,9% rispetto a marzo.
Il dato di marzo dell’ICC risente di fattori stagionali particolari (Pasqua), oltre agli effetti degli incentivi sul segmento relativo alla mobilità. Questi elementi hanno portato ad una modesta ripresa della domanda relativa ai beni (+0,3%), a cui si è contrapposta una riduzione della domanda per i servizi (-1,2%). La dinamica dei prezzi al consumo, relativa al paniere dei beni e servizi che compongono l’ICC, ha evidenziato nel mese di marzo 2009 un’ulteriore discesa (-0,9%), evoluzione che interessa in misura di un certo rilievo i beni e servizi per la mobilità e per le comunicazioni. Il modesto incremento che hanno registrato nell’ultimo mese i prezzi relativi agli alimentari, bevande alcoliche e tabacchi è da imputarsi esclusivamente a quest’ultima componente.
In termini reali, il dato di marzo riflette il permanere
di una situazione negativa per la domanda relativa a quasi tutti i settori. A
questo andamento fanno eccezione sia i beni ed i servizi per la mobilità, su
cui cominciano a produrre effetti positivi gli incentivi relativi all’acquisto
di mezzi di trasporto, sia quelli dell’area delle comunicazioni, soprattutto
per i beni dell’ICT domestico. A marzo, la domanda per beni e servizi
ricreativi ha registrato una diminuzione pari al 2,5%. All’interno di questo
aggregato l’unica componente che evidenzia una crescita di rilievo è quella
relativa ai giochi pubblici.
La stima per marzo 2009 della domanda per i servizi di
ristorazione e d’alloggio mostra una flessione dei consumi delle famiglie
(–2,8% in termini tendenziali), proseguendo in un trend negativo che permane
ormai da alcuni mesi. A marzo 2009 la dinamica della domanda relativa ai beni e
servizi per la mobilità ha mostrato, per la prima volta dopo oltre un anno, una
variazione positiva (+3,4%). Questo andamento ha riflesso essenzialmente il
miglioramento registrato sul versante dei mezzi di trasporto acquistati da
persone fisiche in seguito all’esplicarsi dei primi effetti degli incentivi
all’acquisto. Permane invece negativa la domanda per i carburanti e per il
trasporto aereo, dato influenzato anche dalla diversa tempistica in cui è
caduta la Pasqua nel 2008.
Il dato di marzo 2009 segnala il permanere di una dinamica
decisamente positiva della domanda relativa ai beni e servizi per le
comunicazioni, con una variazione in termini reali del +9,3%. Tale andamento
continua ad essere determinato in misura quasi esclusiva dalla componente
relativa ai beni a cui si contrappone una evoluzione della componente relativa
ai servizi abbastanza contenuta. La domanda relativa ai beni e servizi per la
cura della persona, che era risultata nell’ultimo biennio una delle voci più
dinamiche, ha registrato a marzo 2009 un ulteriore ridimensionamento (-0,7%).
Tale evoluzione è derivata da un deciso peggioramento della domanda per gli
articoli di profumeria a cui si è associata una stagnazione dei consumi per
prodotti farmaceutici e terapeutici.
Gli acquisti di articoli d’abbigliamento e calzature hanno
mostrato a marzo 2009 una decisa tendenza al ridimensionamento (-3,4% rispetto
all’analogo mese dell’anno precedente), sia pure con una intensità meno
accentuata rispetto a quanto registrato a febbraio, confermando lo stato di
difficoltà in cui versa ormai da tempo il settore.
Anche a marzo la domanda di beni e servizi per la casa ha subito una flessione delle quantità vendute (-2,2%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno, proseguendo in un trend che permane ormai da oltre un anno. All’interno di questo comparto elementi di difficoltà continuano a caratterizzare tutti i settori che compongono l’aggregato, con punte di un certo rilievo per i mobili. Infine, per quanto concerne la domanda delle famiglie per i prodotti alimentari, le bevande e i tabacchi, la stima per marzo 2009 segnala un’ulteriore contrazione dei volumi acquistati, dato peraltro influenzato dalla diversa tempistica in cui è caduta la Pasqua rispetto allo scorso anno. I dati destagionalizzati e corretti per i valori erratici segnalano a marzo una crescita dell’ICC dello 0,4% rispetto al mese precedente, la prima dopo un quadrimestre particolarmente negativo. Il miglioramento ha interessato sia la componente relativa ai beni che ai servizi. Appare, comunque, prematuro leggere il dato dell’ultimo mese come un’inversione di tendenza rispetto alle dinamiche che hanno caratterizzato il consumo nell’ultimo anno. Dall’analisi per macrocategorie di spesa emerge, per il secondo mese consecutivo, una crescita abbastanza accentuata per i beni e servizi per la mobilità, legata essenzialmente agli incentivi per mezzi di trasporto.
Anche per l’alimentazione, bevande e tabacchi, la
variazione congiunturale di marzo si inserisce in un quadro di moderata
ripresa, dopo alcuni mesi caratterizzati da un sensibile rallentamento.
Relativamente agli altri aggregati permane una situazione negativa per i beni e
servizi per la casa e si accentua il ridimensionamento per i beni e servizi per
le comunicazioni.