Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e
Confesercenti sono state ascoltate in Commissione Giustizia della Camera sul
DdL 3290 relativo al piano straordinario contro le mafie. Le cinque
confederazioni riunite in rete Imprese Italia hanno espresso condivisione e
apprezzamento per la filosofia generale alla base del provvedimento, che con norme più rigorose rende maggiormente efficaci il
contrasto alla “vocazione imprenditoriale” delle mafie e il tentativo di
infiltrarsi e condizionare il mercato soprattutto nel settore dell’edilizia e
degli appalti pubblici. Pur condividendo l’obiettivo di garantire i criteri di
trasparenza e di rendicontazione in materia di appalti, sono state però
sottolineate “le difficoltà che il divieto di utilizzo del contante potrebbe
determinare per le imprese che ricorrono
ad acquisti quotidiani di beni e servizi di piccolo importo presso
fornitori che non sempre sono dotati di POS”. Positiva, poi, l’introduzione di
alcune norme per la semplificazione dei procedimenti relativi alla
certificazione antimafia, quali l’innalzamento da sei mesi ad un anno della
validità della certificazione e l’istituzione di una banca dati nazionale della
documentazione antimafia, “ferma restando la necessità di una puntuale
consultazione delle categorie per procedere all’individuazione delle diverse
tipologie di attività suscettibili di infiltrazione mafiosa, per le quali è
sempre obbligatoria l’acquisizione della documentazione antimafia
indipendentemente dal valore della gara”. Bene, infine, l’estensione delle
operazioni sotto copertura alle indagini antiracket e antiusura e auspicabile
l’applicazione dell’esame dibattimentale a distanza al fine di garantire
realmente l’incolumità di chi denuncia questi fenomeni.