Presso la sede nazionale di Confcommercio a Roma, è stato
presentato il Rapporto sul Terziario 2010 curato dall’Ufficio Studi della
Confederazione. Il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha illustrato i
numeri della ricerca analizzando al tempo stesso i cambiamenti del mercato e
l’evoluzione delle imprese del terziario. Secondo Bella, “la situazione
complessiva del commercio mondiale è ancora caratterizzata da grande
incertezza. L’euro debole favorisce le esportazioni ma aumentano i rischi di
importare inflazione”. “Anche sui mercati azionari domina l’incertezza – ha
osservato Bella- e la cosa non sorprende visto che spesso la Borsa anticipa
l’andamento dell’economia reale”. Per ciò che riguarda l’andamento dei consumi,
il direttore dell’Ufficio Studi ha evidenziato come la fiducia delle famiglie
sia andata calando negli ultimi mesi: “ad aprile infatti si prevede un
andamento negativo”. “Questo quadro congiunturale di luci ed ombre- ha quindi
precisato Bella- è legato al fatto che la crisi ha colpito in tempi e modi
diversi i settori di attività: prima la manifattura “export oriented”, poi il
resto dell’industria e alle costruzioni. Ultimi settori ad essere colpiti sono
stati il commercio all’ingrosso e al dettaglio e i servizi. Dunque, l’uscita
dalla crisi stessa sarà differenziata e questo vuol dire che la recessione
terminata in alcuni settori, presenta ancora pericolosi strascichi nei comparti
più vicini al consumatore finale”. Uno dei fattori più penalizzanti nel
superamento della crisi resta la difficoltà di accesso al credito: “se queste
imprese – ha osservato Bella che ha citato in merito anche un passaggio della
relazione del Governatore di Bankitalia Draghi – non vengono aiutate dalle
banche la ripresa diventa un problema”. Per ciò che riguarda il quadro
macroeconomico, Confcommercio
ha rivesto al ribasso la propria stima di crescita per il
2010 a +0,7% da +0,8% e per il 2011 prevede un aumento dell’1%. I consumi delle
famiglie cresceranno dello 0,6% quest'anno e dell'1,1% il prossimo.