“La crisi economica sta impattando
fortemente su tutto il comparto ICT e dell’elettronica di consumo italiano, con
un calo particolarmente accentuato dell'hardware (-5,1%), che mai era stato
così visibile. In questo contesto il decreto ministeriale rappresenta un vero e
proprio colpo basso, non solo per il settore, ma per il mercato in generale: di
fatto è una tassa sull'Innovazione, l’ennesima dimostrazione che
il Governo non la reputa un asset prioritario per la ripresa del sistema
Paese”. Questo
il commento di Giorgio Rapari, Presidente della Commissione
Innovazione tecnologica e Sviluppo d'Impresa di Confcommercio e di Assintel
dopo la firma del Decreto ministeriale (DM 30 dicembre 2009) di rideterminazione del compenso per
“Copia privata”, (in esecuzione della legge sul diritto d’autore) che la legge
prevedeva in via provvisoria. Il decreto stabilisce un notevole incremento
delle quote che i produttori e gli importatori di beni tecnologici dotati di
memoria dovranno versare alla SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) a
titolo di compenso per copia privata. “Non si è tenuto conto - continua il presidente della
Commissione Innovazione di Confcommercio- del rischio di danneggiare un mercato
capillarmente diffuso presso i consumatori di ogni strato sociale, e di
compromettere l’occupazione di migliaia di addetti. Inoltre la
quota di compenso è stata determinata in misura elevata e progressiva sulla
capacità di registrazione delle memorie anziché sul loro prezzo di vendita come
richiesto da ANDEC, l’Associazione Confcommercio di produttori e importatori di
elettronica civile, senza considerare i trend tecnologici che vanno verso
un’estensione della disponibilità di memoria a prezzi sempre più contenuti. Il
consumatore si potrà trovare altresì a dover pagare i compensi su contenuti
digitali regolarmente acquisiti, sull’apparecchio stesso e sui relativi
supporti, indipendentemente dalla effettiva utilizzazione che ne farà”. Infine
– sottolinea Rapari - nonostante le ripetute richieste, Confcommercio non è
stata ammessa a far parte del Comitato Diritto d’Autore, pur rappresentando una
grande percentuale delle aziende produttrici, importatrici e distributrici di prodotti high-tech.