Doppia blindatura per la manovra. Sul decreto ancora in discussione in commissione al Senato, sarà fiducia sia a Palazzo Madama che alla Camera. Parola del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. “La manovra - recita una nota congiunta dei due - sarà oggetto di necessaria e responsabile richiesta di fiducia da parte del Governo, tanto al Senato quanto alla Camera, trattandosi di un provvedimento fondamentale per la stabilità finanziaria del nostro Paese”.
Il tutto in una giornata
parlamentare complessa, sfociata addirittura in una semi-rissa a Montecitorio e
mentre in strada i terremotati aquilani, giunti a Roma per chiedere la proroga
della sospensione delle loro tasse, sono arrivati a scontrarsi con le forze
dell’ordine con addirittura a due feriti. Al termine della giornata, in ogni
caso, è arrivata la notizia che il Governo presenterà una modifica alla manovra
per spalmare le imposte per gli abruzzesi in 120 rate mensili e posticipandone
l’avvio al gennaio 2011.
Intanto continua il braccio di
ferro con le autonomie. Dopo l’ennesima minaccia venuta sia dai governatori che
dai sindaci di restituire le deleghe a Tremonti perché i tagli non permettono
loro di svolgere alcune funzioni fondamentali, è arrivato un primo passo da parte
del premier Berlusconi che ha convocato i governatori a Palazzo Chigi per
venerdì.
Anche se Berlusconi e Tremonti
hanno ribadito che i saldi del decreto economico sono “intangibili”. Non è
escluso, in ogni caso, che i tagli previsti per gli enti locali possano essere
spalmati su un periodo più lungo. Intanto arrivano nella manovra le misure per
le imprese, sulle quali nei giorni scorsi avevano insistito il presidente di
rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, e quello di Confindustria, Emma
Marcegaglia.
Tra le altre novità di giornata, entrano e poi escono i tagli agli stipendi della Rai, spuntano le misure per la libertà di impresa annunciate da Berlusconi nelle scorse settimane e arriva anche la riforma del processo civile. Si tratta di novità decisamente corpose tanto che, anche in vista dell’incontro di venerdì tra Governo e Regioni, l’approdo in Aula della manovra slitta alla settimana prossima. Giovedì ci sarà il via libera di Palazzo Madama per la Camera dove il testo arriverà a una quindicina di giorni dalla sua scadenza e dunque lo spazio per le modifiche è praticamente nullo vista la difficoltà di fare poi un ulteriore passaggio a Palazzo Madama.