Accordo fatto sulla formazione professionale e il miglior utilizzo delle risorse disponibili per quest’anno, la cui stima è di 2,5 miliardi (provenienti dal fondo sociale europeo, dal fondo per l’occupazione del Ministero del Lavoro e dal prelievo dello 0,30 del monte salari). Governo, regioni e parti sociali hanno infatti raggiunto un’intesa su cinque linee guida per favorire il reimpiego dei lavoratori in cassaintegrazione, disoccupati o in mobilità.
Tra i punti dell'accordo ci sono
il rilancio della cabina di regia nazionale per la rilevazione, a livello
territoriale e settoriale, dei fabbisogni delle figure professionali;
l’estensione del 'libretto formativo' come strumento di registrazione delle
competenze, anche con il coinvolgimento degli enti bilaterali; il rilancio del
contratto di apprendistato e, in particolare per gli over 50, i giovani e le
donne, del contratto d’inserimento. Stabilito anche un sistema di
accreditamento su base regionale e secondo standard omogenei di
'valutatori-certificatori' valorizzando il ruolo delle parti sociali e dei loro
organismi bilaterali. Di rilievo pure la previsione di accordi di formazione
lavoro per il rientro anticipato dei cassintegrati e la possibilità di impiego
di parte delle risorse dei fondi interprofessionali per la formazione continua
per i lavoratori soggetti a procedure di mobilità.
Soddisfazione e' stata espressa dal ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, il quale ha ringraziato tutte le sigle che hanno sottoscritto l’intesa e ha rilevato “l’importante e significativa volontà diffusa di concorrere alla coesione sociale”.