Esportazioni e importazioni in forte crescita a ottobre. I dati comunicati dall'Istat segnalano un
incremento tendenziale dell'export pari al 17,6% con andamenti piu' sostenuti sui mercati extra Ue (+21,9%) rispetto a quello dell'Unione europea (+14,5%). Per le importazioni la crescita e' invece pari al 22,5%, con un incremento del 32% dei flussi dai paesi extra Ue e del 16% dai paesi comunitari. Il disavanzo commerciale e' risultato pari a 2 miliardi di euro, un valore piu' che triplo rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Rispetto a settembre l'export e' salito dell'1,2%, con
intensita' diversificate per le due aree di sbocco (+1,6% per i paesi extra Ue e +0,9% per i paesi Ue), mentre le importazioni sono aumentate del 2,4% con un maggiore incremento dai mercati extra Ue (+3,2%) rispetto a quelli Ue (+1,8%). Negli ultimi tre mesi, rispetto al trimestre precedente, le esportazioni sono cresciute del 3,1%, con una flessione dei flussi verso i mercati extra Ue (-0,7%), mentre le importazioni sono aumentate del 3,7%, con un andamento piu' sostenuto per i paesi Ue. Nel periodo gennaio-ottobre 2010, rispetto al corrispondente periodo del 2009, le esportazioni sono salite del 14,7%, con una dinamica piu' vivace per i paesi extra Ue
(+15,9%) rispetto a quelli comunitari (+13,8%), mentre le importazioni sono aumentate del 21,1% (+27,1% per l'area extra Ue e +16,5% per quella Ue). Nei primi dieci mesi dell'anno il deficit commerciale (21,2 miliardi di euro) e' notevolmente piu' ampio di quello del corrispondente periodo del 2009 (4,7 miliardi di euro), mentre al netto di petrolio greggio e gas naturale si registra un avanzo di 21,5 miliardi di euro, piu' contenuto rispetto a quello dello stesso periodo dell'anno
precedente (29,2 miliardi di euro). Nel periodo gennaio-ottobre l'aumento del valore delle esportazioni, confrontato con lo stesso periodo del 2009, e' determinato da una crescita dei valori medi unitari (+5,6%) piu' contenuta di quella dei volumi (+8,6). Anche dal lato delle importazioni, i valori medi unitari registrano incrementi inferiori a quelli dei volumi (rispettivamente +9,6% e +10,5%).