“Il
nuovo studio ‘evoluto’ per il dettaglio abbigliamento costituisce un importante
passo in avanti in direzione dell’affinamento della metodologia degli studi di
settore secondo principi di equità e selettività. Lo studio recepisce, infatti,
alcune importanti richieste formulate dalla nostra Federazione: maggiore
apprezzamento del diversificato andamento di costi e ricavi su base
territoriale; introduzione di correttivi per la stima dei ricavi che tengano
conto tanto della rilevanza delle vendite in saldo, quanto degli effetti
crescenti della competizione tra il canale del dettaglio abbigliamento ed il
canale degli outlet”. Così il presidente di Federmodaitalia-Confcommercio,
Renato Borghi, ha commentato l’ipotesi del nuovo studio di settore per il
commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature appena presentato
dall’Agenzia delle Entrate. “Si tratta di risultati – prosegue Borghi - che
consentiranno una maggiore aderenza dello studio agli effettivi andamenti
economici delle aziende del dettaglio dell’abbigliamento, settore che, in
questi anni, avverte particolarmente gli effetti di una lunga e difficile
stagione degli andamenti dei consumi delle famiglie. Ma si tratta anche di
risultati che nascono da un confronto serrato con l’amministrazione finanziaria
improntato ad una concreta collaborazione tra l’amministrazione stessa e le
categorie per la costruzione di un fisco più giusto e più equo”.