Il
“caro scuola” è un problema reale che troppo spesso vede, impropriamente, sul
banco degli imputati i soliti noti. E’ la denuncia di
Federcartolai-Confcommercio che non si arrende alla crisi e risponde con i
fatti al caro-scuola, rifiutando nettamente l’etichetta di responsabile degli
aumenti dei prezzi e riproponendo anche per quest’anno l’iniziativa “Scuola
Kit”. “Saremo particolarmente presenti – sottolinea il presidente Ugo Margini –
sulla stampa nazionale e locale con una campagna di informazione per aiutare i
consumatori ad orientarsi meglio negli acquisti ma soprattutto per spiegare
come la categoria, nonostante le difficoltà, continui ad affrontare la crisi
mantenendo sempre un atteggiamento responsabile a cominciare proprio dalle
politiche di prezzo adottate”.
Va
proprio in questa direzione l’iniziativa “Scuola Kit”, con il patrocinio
dell’Unione Italiana Genitori e di numerose
istituzioni. Si tratta di un “pacchetto” di prodotti di qualità (zaino,
astuccio, cancelleria varia) offerto al prezzo speciale di 19,90 euro e
disponibile in tutte le cartolerie aderenti all’iniziativa.
“Spesso le famiglie sono orientate verso prodotti di marca – prosegue il presidente Margini – ovvero zaini e astucci molto pubblicizzati, autentici brand creati intorno a serie tv e cartoon per bambini. Sono griffe come quelle dell’abbigliamento. Vi aspettereste di trovare sconti alla presentazione delle nuove collezioni? Perché per le cartolerie questo principio non vale? Forse, al di là delle grandi marche e dei supereroi, bisognerebbe puntare più su sostanza e qualità, da sempre punti di forza della Federazione. Proprio per questo, l’obiettivo dell’iniziativa è anche quello di evitare il cosiddetto fenomeno degli zainetti di Natale, ovvero i secondi acquisti resisi necessari dopo che la griffatissima cartella a prezzo speciale mostra qualche problema di resistenza e affidabilità. Un falso risparmio a settembre, una nuova spesa a dicembre”.
In
ultimo, il presidente di Federcartolai si concede una nota polemica: “chissà
se, dopo tanti anni di inchieste su quanto sono care le cartolerie, potremmo
mai leggerne una sui fenomeni di dumping in questo settore, ovvero di ribassi
al di sotto del costo per ‘spaccare il mercato’ e mettere in ginocchio la
concorrenza?”.