“Non
è possibile accettare un passaggio al digitale che determini la chiusura di
moltissime imprese operanti da oltre 35 anni, con evidenti ripercussioni per il
pluralismo del settore, per l'informazione e per l'occupazione lavorativa”.
L’ha dichiarato nel corso del quinto Radiotv Forum 2010 Marco Rossignoli,
coordinatore Aeranti-Corallo, l'organizzazione di categoria che
rappresenta le tv e le radio locali
Le richieste
dell'Aeranti-Corallo all’Agcom sono: 10 numerazioni per le tv locali subito
dopo quelle delle reti nazionali analogiche; 50 numerazioni per le locali tra
le prime 100; l’adozione di analoga impostazione anche per gli archi 101-200 e
201-300; e infine l'intero settimo arco di numerazione (601-700) assegnato alle
ulteriori offerte delle emittenti locali.
Corretta ma tardiva, secondo
Rossignoli l'iniziativa di un sondaggio circa la penetrazione territoriale
delle tv locali, dato che nelle aree già digitalizzate non è ovviamente più
possibile realizzarlo. Con lo sviluppo delle nuove piattaforme la tv analogica
terrestre viene ricevuta da un numero sempre minore di utenti e pertanto, in
mancanza di conversione al digitale, è prevedibile in tempi brevi l'azzeramento
degli ascolti delle tv locali, con evidenti conseguenze sul piano della
raccolta pubblicitaria.
Grande preoccupazione desta la
nuova ipotesi di pianificazione delle frequenze elaborata dall'Agcom e basata
su criteri completamente diversi da quelli in precedenza adottati nelle sei
aree già digitalizzate. Un piano per Aeranti-Corallo inaccettabile poiché,
riducendo enormemente le risorse frequenziali, molte emittenti locali non
potrebbero più operare neanche nelle sei aree già digitalizzate.
Quanto
alla radiofonia, positiva la vautazione della Aeranti-Corallo del regolamento
Agcom per l'avvio delle trasmissioni terrestri in tecnica digitale, che invece
lamenta l’arbitraria ripartizione delle provvidenze per l'editoria, azzerate
per l'emittenza locale, mentre altri settori, come le testate di partito, non
hanno subito alcun taglio.