Secondo i dati dell’Unrae, nel 2009 il mercato dell’auto
aziendale è calato ancora facendo segnare un -28,2% rispetto al 2008. Di segno
positivo invece le immatricolazioni dei privati con un +13,6%. “Nonostante la
crisi in atto – sottolinea l’Unrae - il mercato dell’auto nel 2009 è riuscito a
mantenere un livello di immatricolazioni in linea con quello registrato nel
2008, con una diminuzione di appena lo 0,3%. Questo grazie agli ecoincentivi
statali, di cui però hanno beneficiato principalmente i privati”. L’andamento
delle immatricolazioni leasing riflette la dinamica dell’auto aziendale, con
una flessione del 32% dal 2008 al 2009, pur mantenendo costante e vicina al 12%
la propria penetrazione sulle immatricolazioni a società, e un miglioramento
nella seconda parte dell'anno. “Il calo delle aziende e del popolo delle
partite Iva - aggiunge l’Unrae - è dovuto al fatto che mediamente dispongono di
auto non rientranti nell'ambito di applicabilità degli incentivi alla
rottamazione”. Sostanzialmente stabili tra il 2008 ed il 2009 le marche più
frequentemente oggetto di acquisizioni in leasing, con un avvicendamento tra
Audi e Mercedes nella leadership del mercato e la presenza delle altre marche
tedesche (BMW e Volkswagen) stabilmente tra le prime quattro. A seguire, il
primo marchio italiano: la Fiat, che si conferma al quinto posto come numero
assoluto di acquisizioni in leasing e al primo posto come numero di
immatricolazioni in leasing a società di noleggio. Citroen passa dalla
dodicesima posizione del 2008 alla nona del 2009, risultando l'unica marca tra
le top ten ad aumentare il numero di autovetture immatricolate in leasing
(+6,2%). Nonostante quindi i segnali positivi di questi ultimi mesi, che
consentono di aprire il nuovo anno lasciandosi alle spalle l'ipotesi di
ulteriori contrazioni del mercato, il presidente di Unrae, Loris Casadei, ed il
presidente di Assilea, Rosario Corso, sono concordi nel ritenere che “la
dimensione del mercato delle auto aziendali in Italia non potrà facilmente
avvicinarsi alle percentuali di penetrazione che si registrano su quasi tutti i
principali mercati di riferimento esteri. Per raggiungere i livelli europei e'
infatti necessario allineare anche il costo della fiscalità delle auto che le
imprese nazionali sopportano, in termini ad esempio di Iva e deducibilità degli
ammortamenti o dei canoni di leasing/noleggio, a quello che viene applicato
alle loro concorrenti europee”.