Il numero degli istituti di
vigilanza privati attivi in Italia è passato dai 954 del 2007 ai 913 del 2008
(-3,5%). E’ il dato principale che emerge
dal Rapporto Federsicurezza 2010, presentato a Roma presso il Teatro
Golden. La crisi, insomma, ha fatto sentire i suoi effetti anche in un mercato
piuttosto protetto e abituato alle difficoltà.
A resistere meglio, ovviamente,
le imprese più solide che in alcuni casi si sono avvantaggiate della situazione
in termini di riposizionamento sul mercato: non a caso, si è registrata una
netta diminuzione degli istituti in perdita (dal 49% del 2007 al 36% del 2008),
mentre è raddoppiata la percentuale degli istituti con utili superiori ai
500mila euro ed è aumentata la quota di mercato posseduta dalle prime 50
aziende del settore che concentrano ormai il 50% del fatturato complessivo che
ha superato 2,5 miliardi di euro. A questo ultimo proposito, va sottolineato
che il trend di crescita del fatturato è positivo per il 34% delle aziende e
molto positivo per il 37%, “sintomatico - dice il Rapporto – della continua
crescita del mercato e della costante domanda di sicurezza che non accenna a
diminuire nei momenti di crisi economica”.
Da segnalare, infine, che il
settore della vigilanza privata continua a registrare un primato in termini di
tassi di sopravvivenza delle imprese, di ben 14 punti superiore (82,3%) alla
media nazionale.
Alla presentazione ha partecipato
anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il quale ha
ricordato che “l’impegno per la tutela della sicurezza e della legalità va
rinnovato giorno per giorno da tutti i soggetti coinvolti: Governo,
istituzioni, forze dell’ordine, associazioni di categoria”. In questo senso,
“un contributo forte, costante, professionale, diffuso sul territorio lo dà il
settore della sicurezza privata che è cresciuto di importanza in questi anni e
che, anche alla luce di questo crescente bisogno di sicurezza da parte di
famiglie e imprese, può diventare sempre più centrale nella nostra società”.