Il costo delle mancate
liberalizzazioni e gli effetti dei ritardi strutturali del Paese si fanno
sempre più pesanti per l’Italia. È questo il risultato della seconda edizione
dell’ “Osservatorio sulle Liberalizzazioni” realizzato per conto di Federdistribuzione
dal Cermes, il Centro di Ricerche sui Mercati e sui Settori Industriali
dell’Università Bocconi di Milano. A livello complessivo, cioè sommando i sei
settori analizzati (Commercio al dettaglio alimentare e non alimentare;
Distribuzione carburanti; Distribuzione farmaci; Servizi bancari; Servizi
assicurativi) e considerando l'intero sistema di famiglie e imprese, gli
effetti dei ritardi strutturali del Paese e delle inefficienze evidenziate
rispetto agli altri contesti europei presi come punto di riferimento,
corrispondono a quasi 23 miliardi pari al 2,5% dei consumi annuali delle
famiglie e all’1,4% del Pil. Risultati su cui riflettere, soprattutto in
considerazione dell'attuale situazione di debolezza dei consumi e di lento
percorso di uscita dalla crisi del Paese. Lo studio sottolinea che se per i
mercati analizzati si perseguissero politiche di maggiore liberalizzazione i
guadagni di efficienza potenziali raggiungibili sarebbero di rilievo. Secondo
il presidente di Federdistribuzione, Paolo Barberini, “questa seconda edizione
dell’Osservatorio conferma purtroppo quanto già emerso nel 2007: ogni anno che
passa il sistema di famiglie e imprese paga un costo molto caro per i ritardi
che il Paese sconta in termini di concorrenza e apertura dei mercati”.