L’Istituto Superiore di Sanità, attraverso la sua campagna “Informare per essere consapevoli”, ha diffuso una locandina di informazione rivolta ai cittadini riguardante la sicurezza delle medicine non convenzionali. La Federazione Erboristi Italiani ritiene che, pur partendo da presupposti legittimi, l’impostazione dell’informazione diffusa anziché fare chiarezza conduca alla più completa confusione.
“La campagna informativa – dice
infatti la Federazione aderente a Confcommercio - è quasi totalmente centrata
sulla presunta pericolosità delle piante medicinali. Quello che sorprende è la
volontà di far percepire all’opinione pubblica che qualsiasi prodotto
erboristico o integratore
alimentare sia e si comporti effettivamente come un farmaco”.
Secondo quanto si legge nel
“Decalogo per il cittadino”, tutta l’informazione inerente le piante medicinali
deve passare esclusivamente attraverso il medico ed il farmacista.
“Ma come si fa – si domanda la
Fei - a demandare esclusivamente a queste rispettabili figure professionali
tale compito esclusivo quando nei loro curricula di studi non è prevista la
conoscenza delle piante medicinali, tagliando fuori, di fatto, l’unica figura
storica che professionalmente se ne occupa? Ovvero l’erborista e, oggi, l’erborista laureato”.
“L’erboristeria e l’erborista
professionista in Italia – continua ancora la Federazione - rappresentano una
solida realtà che ha contribuito sempre alla salute della popolazione fungendo
da presidio per la corretta informazione sulle piante medicinali cercando
sempre collaborazione con le figure sanitarie di riferimento, i medici e i
farmacisti. Se si vuole davvero dare un’informazione corretta occorre partire
dalla constatazione della realtà: in Italia le erbe medicinali da almeno gli
anni ‘30 del secolo scorso sono state correttamente diffuse e hanno contribuito
alla salute e al benessere dei cittadini dagli erboristi, che unici hanno
saputo tramandare questa tradizione d’uso oggi sfruttata a piene mani da
aziende farmaceutiche, alimentari, medici e farmacisti”.
Gli erboristi chiedono pertanto
all’Istituto Superiore di Sanità di apportare alla comunicazione diffusa ai
cittadini i necessari correttivi inserendo anche gli erboristi titolati come
referenti per il corretto uso delle piante medicinali al fine di dare una
corretta informazione. Non chiediamo la luna ma solo l’attenzione dovuta
all’unica categoria professionale che da sempre opera, con il dovuto rispetto
dei ruoli, specificamente con le piante medicinali perché questo è il suo
ambito di attività”.