Con l’entrata in vigore il primo giugno del nuovo regolamento mediterraneo sulla pesca dettato dalla Commissione europea la nostra ristorazione sarà costretta a togliere dai menu seppie, telline, calamaretti, rossetti, bianchetti, latterini, oppure ad approvvigionarsi, almeno in parte, sui mercati esteri di un prodotto così prelibato, squilibrando ancor di più la bilancia dei pagamenti del settore.
“Comprendiamo bene la necessità di impedire una pesca
indiscriminata e distruttiva -
dice Giancarlo Deidda, vicepresidente di Fipe Confcommercio - ma non
condividiamo che non si sia fatto nulla o troppo poco, anche da parte degli
stessi pescatori, per scongiurare per tempo l’applicazione secca di tali
normative. Così si favorirà la pesca di frode e contemporaneamente
l’importazione di alcune di tali specie ormai irrinunciabili in molti
ristoranti. Si tratta di un vero e proprio impoverimento della nostra grande
tradizione gastronomica e di un'altra tappa verso una perdita dell’identità
della nostra grande cucina di prodotto”.