Quattro
bar e tre ristoranti su dieci in Italia sono gestiti da donne. Lo rivela
la Fipe Confcommercio che ha
presentato i risultati del progetto “Fipe Rosa” per creare una rete di donne
imprenditrici impegnate professionalmente nella ristorazione. L’iniziativa,
finanziata dal Ministero del Lavoro nell’ambito della Legge 125/91, ha messo in
collegamento titolari di imprese consentendo loro di ricevere formazione a
distanza, assistenza alla soluzione dei problemi individuali, e di creare anche
gruppi di acquisto. Le esperienze positive registrate dalle partecipanti al
gruppo di lavoro sono state illustrate durante il convegno “Il futuro rosa
dell’impresa in rete” organizzato dalla stessa Fipe a Milano presso il palazzo
Giureconsulti. Una dopo l’altra si sono susseguite le testimonianze di chi è
riuscito a selezionare meglio il personale di cui aveva bisogno con risvolti
positivi anche sul piano occupazionale, chi è riuscito a migliorare l’offerta
gastronomica selezionandola in maniera più adatta al tipo di clientela, chi è
riuscito ad organizzare gruppi di acquisto. Ad accomunare tutte le
testimonianze e' stato pero' l'aspetto più importante per un’impresa: l’aumento
della redditività.
“Lo
scenario con cui oggi ci stiamo confrontando - ha affermato il presidente di
Confcommercio, Carlo Sangalli, intervenuto per un saluto - è quello di una
difficile transizione, in cui la crisi morde ancora il tessuto dell’economia
reale. Crediamo, pertanto, che la strada maestra su cui puntare sia
l’innovazione perché si tratta di un grande volano di crescita per sostenere
una ripresa che sia più robusta e più rapida del previsto e interrompa la
spirale negativa della stagnazione dei consumi e dellìaumento della
disoccupazione”. Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano, nella sola
Lombardia, il 17,7% delle imprese è gestito da donne. E a livello nazionale
appunto, il settore dei pubblici esercizi non è da meno: su 10 bar quattro sono
gestiti da donne; una percentuale che si ritrova anche nei ristoranti (3,6
donne ogni 10 gestori uomini). “Se c’è un settore dove comandano le donne - ha
affermato il presidente Fipe e vicepresidente Confcommercio, Lino Enrico
Stoppani - quello è proprio il settore dei pubblici esercizi. La storia della
cucina italiana si è costruita e consolidata spesso su braccia femminili; la
donna impegnata nel settore dei pubblici esercizi fa tutto benissimo: sa curare
la cucina, la sala, l’amministrazione. L’eleganza e la sensibilità che le sono
naturali sono una benedizione per il settore”.
Il
successo riscontrato dalla sperimentazione diventerà il presupposto per poter
riproporre in maniera più strutturata l’iniziativa e creare una rete ancora
piùà ampia con cui le imprenditrici possono migliorare la professionalità,
registrando alti rendimenti della loro azienda senza sacrificare tempo e
attenzione alla vita privata. Uno degli strumenti importanti per la riuscita di
questo esperimento, spiega la Fipe, è stato la piattaforma “Melius” una rete di
collegamento informatica in grado di creare un percorso personalizzato di
crescita individuale e professionale e dare la possibilità alla donna
imprenditrice di sviluppare una maggiore potenzialità creativa e una maggiore
abilità nella soluzione immediata dei problemi. Il convegno è stato l’occasione
per creare sempre per il tramite della rete Internet una web community con cui
rafforzare lo scambio di esperienze e promuovere una rete di cooperazione.